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SAVIOUR MACHINE
Saviour Machine II
epic
1994 - Massacre Records
(USA)
www.myspace.com/saviourmachine

 

Premessa: questo non è stato un album facile da recensire. Quello che avete di fronte è uno dei così detti album 50-50: o lo amerete o lo disprezzerete. I Saviour Machine di "Saviour Machine II" non sono la band che avete ascoltato nel loro primo album con chitarre grintose e una deliziosa batteria secca dal classico sapore anni '90. E non sono nemmeno la "avant-garde/gothic/opera metal band" (Wikipedia dixit! o_O ) che incontreremo nei vari "Legend".

"Saviour Machine II" è un album di transizione, transizione se vogliamo anche turbolenta. Alcuni incidenti durante il tour del '93, lotte intestine all'interno della casa discografica, un modo di porsi e atteggiarsi sul palco non unanimemente accettato, questi sono gli elementi che hanno "forgiato" quest'album, che di conseguenza risulta molto più lirico, intimo e riflessivo del primo, mi azzarderei pure ad usare il termine "elegiaco" anche se ammetto che potrebbe essere un po' forzato. Non a caso comunque nel lavoro fa la sua prima comparsa Nathan Van Hala, il tastierista della band, grazie al quale l'album, rispetto al precedente, naviga verso sponde più classiche, riempiendosi di discrete composizioni tastieristiche e "orchestrali". Ma, è quasi inutile dirlo, il vero protagonista dell'album è Eric Clayton. Eric canta, canta con una bellissima voce, piena di pathos, partecipazione, sentimento e intensità. La sua presenza è talmente netta e decisa che se, al secondo ascolto del Cd, dovessimo con un mixer azzerare lentamente il volume degli strumenti e lasciassimo scorrere soltanto la voce, beh...l'album perderebbe qualcosa, ma non certo molto. Eric è una gigantesco titano su un palco, un novello Prometeo che canta liriche ermetiche e affascinanti, colme di simboli che sfidano l'ascoltatore, come labirinti al cui interno è nascosto il tesoro! Tutto il resto, la chitarra, la batteria, la tastiera, il basso, tutto il resto è un arazzo, una scena sul fondo del teatro che a volte è illuminata e a volte no, ma che in sostanza serve ad un solo semplice scopo: far stagliare ancora più netto il vero attore della vicenda.

Ho cercato di esemplificare con queste immagini il motivo per il quale ho dato a "Saviour Machine II" un voto che è sicuramente pienamente sufficiente, ma che non è neanche eccelso. Io credo che un gruppo dovrebbe funzionare come un organismo, dove tutte le parti funzionano per il bene del tutto. Certo potremmo metterci a discutere su questo principio, ma se seguite il mio discorso e date per assodato il principio esposto sopra non possiamo non notare che questo sia un album fortemente "sbilanciato" nei confronti di Eric. Certo, ad onor del vero, vi sono canzoni dove lo "sbilanciamento" viene meno e potrei citarvi Enter the idol e The hunger circle, ma nel complesso mi è sembrato che questa sia l'eccezione più che la regola. Ma ad ogni modo bando alla disperazione! Non dimentichiamoci che questo è soltanto il loro secondo disco e quello che qui è carente e manchevole troverà il suo giusto equilibrio in quel capolavoro che sarà la metal-opera intitolata "Legend", part I, II, III:I, e presto speriamo anche III:II.

Andrea Ciceri

VOTO

73

 

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