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Nuovo colpo a
segno per la sempre elegantissima Momentum Scandinavia che in tutte
le sue release ha adornato le proprie band di affascinanti vesti
grafiche. Nel caso in questione la label nordica riprende questo
album del 1996 uscito per la piccola Studio 19 e gli dà nuova luce
con una curatissima confezione in digipack impreziosita da fascinose ed elaborate foto che vanno a caratterizzare la grafica in
esplicite tonalità doom. Ed è
ovviamente proprio doom – misto a death melodico – quel che
fuoriesce da "Sonrise", primo ed unico lavoro nato dalla
collaborazione dell’ex chitarrista e clean vocalist degli Extol
Ole Børud, che qui si adopera anche al basso ed ai drums, con
l’attuale Vardøger Peter Dalbakk al microfono e alla chitarra
ritmica in un paio di tracce, i quali si avvalgono della
collaborazione di un guest per gli archi ed il pianoforte. Le lyrics
stesse sono in marcato stile doom/gothic, poetiche e evidentemente
cristiane, il growl è in
classico stile Extol, effettato e mai troppo profondo mentre la
produzione assolutamente impeccabile.
Dicevamo del sound, un doom
non oppressivo, sempre aperto alle melodie vocali e chitarristiche,
costantemente arricchito da lunghi e caldi solos, che spesso sfocia
in momenti death melodici anche tirati ma mai soverchianti. Le canzoni
sono anche molto lunghe, in particolare la traccia più doom del
platter, la bella A Father’s mourning che tocca i 9:30.
Ben tre sono gli episodi strumentali, la mistica e soave In
memoriam (dedicata ai bambini uccisi dall’omicidio
legalizzato come scrivono nel booklet: "This song is dedicated to
all the children who end their life before they can see light of
day.
Abortion is murder"), la lenta, grave e al contempo melodica doom
song A whisper from heaven ("Can you hear whisper from
heaven? God is calling you…") e la stupenda elegiaca e poi
ormonale - grande l’assolo finale - Coming of the dawn
("The coming of the dawn is near.
The Master
will return…"). Sonrise è traccia death, il cui
testo non a caso poeticamente tratta della Crocifissione terminando
con aperture melodiche chitarristiche e la viscerale implorazione
"Light of life / Light of love / shine on me", seguita da un altro
ottimo solo di Ole.
Qui si
concludeva il lavoro nel 1996 ma in questa nuova versione si
aggiunge Purple filter, aperta da possenti riff
seguiti da un death a tratti lento ad altri più tirato ma sempre
tecnico e ben disposto ad accogliere passaggi melodici. Buonissimo
disco andato perso tra gli impolverati scaffali di piccole case
discografiche defunte e che la Momentum Scandinavia ci ha dato
il gran piacere di riscoprire.
Vaake |