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SCOURGED FLESH
Welcome To The End Of The World
 
 

 

SCOURGED FLESH
Bury The Lies
death
2007 - Rowe Productions
(Australia)
www.myspace.com/scourgedflesh

 

Dopo il debut album "Released From Damnation" nel 2006, gli australiani Scourged Flesh lanciano sul mercato la loro nuova opera "Bury The Lies". Il disco non è molto lungo, dura meno di mezz'ora, ciononostante (per dirla con un detto) si può affermare: "breve ma intenso!". A seguito dell'entrata marziale della strumentale Pit of doom con Eternal affliction siamo lanciati nel cuore della sonorità proposta dalla band: un rapido giro di basso eseguito da Scott Lockyer apre il pezzo che, dopo il secondo ritornello, va a montare riprendendo nel finale il tema dell'apertura.

Burnt alive rappresenta bene il cuore thrash del gruppo, e infatti Tod Gilgallon ci sorprende con un assolo di chitarra molto classico, quasi da old school. Segue probabilmente il pezzo più significativo della lista: Judgement returns parte abbastanza pacato con chitarre a tappeto a far da sfondo alla voce, il cantato termina, entra in campo la batteria che dopo poco si ferma; le chitarre iniziano a caricarsi per diventare furiose, frenarsi e riprendere con un ottimo lavoro di concerto alla ripresa delle lyrics. Da non sottovalutare la comparsa di Sue Kilgallon, guest appearance femminile in grado di dare un colore più chiaro al pezzo. La quinta traccia Washed in blood vede come protagonista il batterista David Kilgannon autore di una performance spontanea e schietta (un mio amico avrebbe detto "genuina come le lasagne della zia Mariapia"... eheh!). Ashes To hell presenta un altro inizio di basso discreto, un altro assolo interessante, e la ricomparsa del cantato femminile. Internal bleeding e Death is silent corrono sui binari precedenti, mantenendo la qualità delle tracce che le hanno precedute.

A mio avviso l'album ha l'evidente vantaggio di essere una riuscita commistione di generi, in grado di essere apprezzata da diversi palati con la stessa intensità. La produzione e la qualità delle tracce è di una significativa qualità, in grado di far risaltare l'indubbia capacità degli artisti a cui auguro ogni bene e fortuna. L'unica pecca sono probabilmente i testi che non brillano per contenuti e si mantengono sempre sul tema della dannazione e dell'inferno per tutte e otto le tracce, cosa che a lungo andare potrebbe anche essere monotona. Questo a parte consiglio a tutti l'ascolto di questo album con la convinzione che abbia qualcosa da dire ad ogni amante del metal.

Andrea Ciceri

VOTO

89

 

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