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SCOURGED FLESH
Bury The Lies
 
 

 

SCOURGED FLESH
Welcome To The End Of The World
death
2009 - Soundmass
(Australia)
www.myspace.com/scourgedflesh

 

Con "Welcome To The End Of The World" gli australiani Scourged Flesh giungono al terzo lavoro, riuscendo a proporre un disco nel pieno del loro stile, con un death thrash caratterizzato da suoni potenti (a tratti si intravede un po' di stoner) e molto moderni, seppur con un occhio ai canoni più classici del genere. La band si presenta con una formazione rinnovata: Simon Hoggett entra al basso e inoltre si aggiunge un quarto membro, il chitarrista Dan Holmes, al quale è affidata la registrazione nonché la produzione dell'album. Il disco consta di dieci tracce legate da un chiaro filo conduttore: ogni canzone infatti è incentrata su uno degli aspetti visibili della distruzione del mondo. Ce n'è per tutti, dalla guerra al terrorismo islamico, al riscaldamento globale e ai disastri naturali, e in effetti lo scenario al quale ci viene dato il benvenuto non si discosta affatto dalla realtà dei giorni nostri. Unleashed, la traccia a chiusura dell'album, invita a osservare un minuto di silenzio per tutti coloro che hanno perso la vita in queste tragedie, che ascendono al Cielo.

L'elemento che più colpisce di questo lavoro è l'impatto sonoro, tagliente e con una potenza davvero notevole. Tuttavia bisogna notare che troppo spazio è lasciato alla voce, già continuamente presente nelle lyrics (di rado ci sono parti strumentali se si escludono gli assoli veri e propri) e decisamente in primo piano rispetto agli altri strumenti: specie il basso è praticamente inesistente e ovviamente questo incide sulla pienezza della musica e sulla sua fluidità. Inoltre alcuni pezzi non supportano la qualità del suono con un'altrettanto valida composizione (ne è un chiaro esempio la track di apertura Death and destruction). Le songs risultano perciò ripetitive e non catturano l'attenzione dell'ascoltatore. Ciò non è vero per tutto il disco, comunque, anzi alcuni brani sono davvero particolari e accattivanti. Questo succede ad esempio con le tracce centrali, Extint e Waves of disaster: la prima è caratterizzata riff in pietra molto coinvolgente e, nell'assolo, da una chicca di autoironia che lascio scoprire al lettore/ascoltatore; molto bella invece la seconda voce in Waves of disaster, a opera di Sue Kingallon, che è ospite anche nel penultimo brano Blood on thy hands.

In definitiva "Welcome To The End Of The World" è un album piacevole ma che delude parecchio, sicuramente non lascerà il segno nella storia del metal, né white né del death metal più in generale, e questo dispiace molto perché i quattro hanno tutte le qualità per proporre un lavoro degno di nota... Restiamo con la fiducia che il prossimo sia migliore.

Sara Passannanti

VOTO

69

 

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