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SCREAMS OF CHAOS
Genetic War
extreme
1997 - Oracle Distribution / 2003 - Retroactive Records
(Australia)
n.d.

 

Il progetto Screams Of Chaos proviene dall'Australia ma nacque, visse e morì esclusivamente attorno a quest'unico album che stiamo andando a recensire; nient'altro produssero infatti i quattro, di certo talentuosi, musicisti di "Genetic War", dai nomi alquanto bizzarri: ci imbattiamo infatti nientemeno che in Galacticus Sarcophagus al microfono ed alle keys, Abyssinial Bor Tyrennium al basso, Derasi-Vorde dietro le pelli e Cyberious Worgoth alla sei corde! Basterebbe questo ed uno sguardo alla cover per intuire come il Cd, sia liricamente che musicalmente debba essere qualcosa di davvero particolare. Così è. Iniziamo dai testi: "Genetic War" è un concept futuristico ambientato in un periodo in cui la scienza è divenuta la divinità dell'uomo ed il progresso il suo precipuo fine. Più in particolare i nostri attaccano la superba spavalderia della creatura umana in campo bioetico: il racconto parte da alcuni "innocui" esperimenti genetici atti a creare piante sempreverdi, riusciti i quali l'umanità si insuperbisce (come se avesse davvero qualche merito proprio in quell'impresa) e passa ad applicare queste conoscenze al fine di perfezionamenti prima negli animali e poi inevitabilmente nell'uomo stesso; questo, sconfitta ogni malattia e debolezza fisica, assurge a superuomo, di mengeleiana (orribile) memoria, che giocherà a fare Dio creando genetici mostri da guerra i quali sfuggiranno inevitabilmente al loro controllo. Una nuova guerra mondiale, nucleare stavolta, è alle porte, la distruzione è prossima e ciò perchè l'uomo ha abbandonato Dio ergendosi a dio di sè stesso.

Musicalmemente tutto ciò è espresso in un sound ottimamente eseguito e prodotto, ma di affatto facile digeribilità; sono moltissimi gli elementi che si miscelano ed intrecciano, principalmente death, black, sperimentazioni, passaggi ambient e diverso industrial. Le tracce complessive sono 13 ma nella riedizione del disco ad opera della Retroactive Records operata nel 2003 sono state aggiunte altre due bonus che proiettano il platter a sfiorare l'ora di durata. Vediamo dunque gli spunti più interessanti che ci offre questo curioso lavoro. Dopo la martellante opener industrial Warcrime segue Genetic war, marcatamente death dal vario songwriting e da un buon uso parallelo di growl e scream. Esplosiva e detonante, ma con al contempo stacchi black, è la terza Infanticide - The scourge of impurity. Synth futuristico e voce horrorifica impazzano in Whar d'aar, avvolgente ed asfissiante quanto un mantra. A conquering force è puro extreme e propone la prima luminosa melodia del disco, sia vocale che chitarristica. Ultrafuturistica e dalla grande atmosfera è Submission before death; il black torna in Universal chaos dove troviamo linee vocali sperimentali, piuttosto mediocri invece nella death/extreme Internal disease. Una quasi allegra marzialità avvolge stacchi doom nella decima Reality. É guerra laser con sirene ed urla su una ritmica lenta e sentenziosa: Insane, ma è anche in This deadly horror, dove gli aerei in volo esplodono colpi a raffica scanditi dalla rapidissima doppia cassa ad effetto mitraglia! Nella finale Seventh seal c'è un coro clean preceduto dallo screaming ed affiancato dal growl; a terminare un folto ronzare di sciami di vespe. Le bonus sono Remenber, a tratti atmosferica, confusionaria, aggressiva e tecnica nel buon assolo, e In the name of God, poderoso death dal growl effettato e dal coro clean sperimentale, chiusa, pensate un po', da una cornamusa.

L'album è di alto livello ma di complesso ascolto e dagli azzardi vocali non sempre riusciti, consigliato per lo più per chi necessita al momento di qualche vigorosa dose di sana insania: se siete tra costoro cercatelo di corsa; se vi ritenete al contrario puristi old-school passate pure oltre senza curarvene troppo.

Vaake

VOTO

75

 

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