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Esce nel 2008 il debutto di
questo nuovo gruppo white canadese. Ormai sembra che il Canada negli
ultimi anni si stia riempiendo di act cristiani, e fin’ora non ha mai
toppato (basti ascoltare i Thousand Foot Krutch o i Blessed By
A Broken Heart). I Secret & Whisper propongono al pubblico un
sound che fonde musica metalcore con melodie tipiche dell’emo, non un
vero e proprio emocore, ma direi un alternative musicalmente pesante.
Apre il disco una breve intro intitolata Blonde monster,
composta da diversi suoni ambient, sintetizzatori molto bizzarri, e le
vocals quasi bambinesche di Charles Furney. Dopo questo preludio
facciamo conoscenza col sound dei nostri: chitarre in stile emocore e
batteria con una doppia cassa costante. Come pezzo è perfetto, se non
fosse per un piccolo dettaglio che lo rovina: le vocals. Come ho già
accennato, le vocals di Furney sono acute e bambinesche, e a volte
producono lo stesso effetto di unghie che graffiano una lavagna.
Passiamo a Vanishings: parte con un riff molto
orecchiabile, e con vocals questa volta leggermente più basse. Purtroppo
però ciò non dura molto, in quanto si torna ben presto allo stridulo. La
seguente, XOXOXO, è sicuramente la migliore del platter,
nonché anche il singolo. Musicalmente aggressiva e violenta, con un
bellissimo riff e con vocals leggermente più sopportabili. The
actress invece è una ballad, dolce, con dei bellissimi
arrangiamenti chitarristici, specialmente nel finale. In Spider
besider invece fanno comparsa anche i primi scream dell’album,
anche se per un momento brevissimo. Purtroppo dopo questo pezzo il resto
del Cd è insignificante in quanto completamente uguale in tutto e per
tutto alla prima metà. Non ci sono tracce che risaltano all’orecchio;
forse l’unica salvabile è la closer e title-track, Great white
whale, leggermente decadente ed inquietante, con un
arrangiamento davvero formidabile.
Quando dicevo che il Canada non ha mai toppato fin’ora era perché non
avevo ancora ascoltato questo lavoro. I Secret & Whisper hanno
capacità sorprendenti, però hanno anche parecchie falle: pezzi troppo
simili tra di loro, ed un vocalist che fa venire un mal di testa se
ascoltato per troppo tempo, oltre ad altri problemucci minori.
Sicuramente ascoltare qualche pezzo qui e là di questo disco potrà
essere una bella esperienza, ma nel complesso non ci siamo ancora.
Christopher Warman
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