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INTERVISTA
8/10/2006
 
 

 

SEVENTH AVENUE
Rainbowland
speed
1995 - Megahard Records
(Germania)
www.myspace.com/seventhavenueband

 

Dopo l’avventura dei Preachers, iniziata nel lontano 1989, nel 1995 Herbie Langhans (voce e chitarra) fonda una nuova white band insieme a William Hieb (basso) e Louis shock (batteria). Si tratta dei Seventh Avenue, che successivamente diventeranno un cult dello speed metal in ambito cristiano. Già in "Rainbowland", il primo full-length, sono presenti quegli elementi che hanno caratterizzato lo stile di questa band: la voce di Herbie Langhans è sempre aggressiva e rabbiosa, (forse in questo cd un po' più acuta), c’è un largo utilizzo della doppia cassa e riff di chitarra sempre più veloci. Troviamo tutto questo fin dalla seconda canzone (considerando l’intro strumentale Theme from rainbowland), la title-track Rainbowland. Segue Way to paradise, brano tratto dall’unico album dei Preachers, caratterizzato da ritmi molto cadenzati, come quelli della quarta traccia Pray. Quest’ultima contrassegnata da lyrics semplici, ma dirette, che incitano a perseverare nella preghiera: "Pray, now there’s time to say / Pray, now it’s time for a new beginning / A prayer in the night, sometimes seems like a fight / A prayer from the heart is bringing sunshine in the dark".

E' tipico dei Seventh Avenue lasciare molto spazio alle ballad. In "Rainbowland" ne troviamo quattro: Loving You e Children (che ricordano vagamente brani dei Manowar come Heart of steel o Courage), più Just believe e On the road again. Da segnalare le lyrics di quest'ultima che ci ricordano che Dio non ci lascia mai soli: "Again on the road / I will thank you oh my God / That you have shown me, I’m not alone". L’ottava canzone Rest in peace è un pezzo speed-thrash in cui Herbie canta in alcuni frangenti addirittura in growl. Anche qui le lyrics molto belle: "Can you feel Satan / He’ll destroy your life / There is just one chance / Turn your life, repent your sins". Con un sound simile a Rest in piece troviamo Love goes, caratterizzata anche da un lungo assolo nel finale. Interessante infine la struttura di Die, un brano che alterna parti decisamente veloci, vorticose, con altre lente, in cui il rimo cala improvvisamente di intensità.

Sebbene Herbie si professi fin da sempre un seguace incorruttibile del classico heavy metal, non si sa come mai in questo album si trovi un brano praticamente rap! Sentir rappare Herbie, è a dir poco sconvolgente, chi se lo sarebbe mai aspettato? Il brano incriminato è Prince of peace, che dopo la lunga parentesi rap, assume nel finale un sound metal (meno male) e riprende le parole di un canto di lode ben conosciuto nelle chiese, chiamato appunto Prince of peace: "King of kings and Lord of lord glory hallelujah / King of kings and Lord of lord glory hallelujah / Jesus prince of peace glory hallelujah / Jesus prince of peace glory hallelujah". La particolarità di questo canto è che si inizia molto lentamente e si accelera sempre di più ad ogni ripetizione…pane per i propri denti per i nostri speed metallers, che nelle ultime ripetizioni raggiungono una velocità di esecuzione a dir poco sorprendente.

Il giudizio complessivo è sicuramente alto. Certo, rimane un po' l’amaro in bocca per il rap di Herbie, ma è poca cosa rispetto a tutte le altre canzoni. Insomma, le basi di quello che i Seventh Avenue sarebbero diventati in futuro qui c’erano già.

Daniele Fuligno

VOTO

80

 

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