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Dopo l’avventura dei Preachers, iniziata nel lontano
1989, nel 1995 Herbie Langhans (voce e chitarra) fonda una nuova white
band insieme a William Hieb (basso) e Louis shock (batteria). Si tratta
dei Seventh Avenue, che successivamente diventeranno un cult
dello speed metal in ambito cristiano. Già in "Rainbowland", il
primo full-length, sono presenti quegli elementi che hanno
caratterizzato lo stile di questa band: la voce di Herbie Langhans è
sempre aggressiva e rabbiosa, (forse in questo cd un po' più acuta), c’è
un largo utilizzo della doppia cassa e riff di chitarra sempre più
veloci. Troviamo tutto questo fin dalla seconda canzone (considerando l’intro
strumentale Theme from rainbowland), la title-track
Rainbowland. Segue Way to paradise, brano tratto
dall’unico album dei Preachers, caratterizzato da ritmi molto
cadenzati, come quelli della quarta traccia Pray.
Quest’ultima contrassegnata da lyrics semplici, ma dirette, che incitano
a perseverare nella preghiera: "Pray, now there’s time to say / Pray,
now it’s time for a new beginning / A prayer in the night, sometimes
seems like a fight / A prayer from the heart is bringing sunshine in the
dark".
E' tipico dei Seventh Avenue lasciare molto spazio
alle ballad. In "Rainbowland" ne troviamo quattro: Loving
You e Children (che ricordano vagamente brani dei
Manowar come Heart of steel o Courage),
più Just believe e On the road again.
Da
segnalare le lyrics di quest'ultima che ci ricordano che Dio non ci
lascia mai soli: "Again on the road / I will thank you oh my God / That
you have shown me, I’m not alone".
L’ottava canzone Rest in peace è un pezzo
speed-thrash in cui Herbie canta in alcuni frangenti addirittura in
growl.
Anche
qui le lyrics molto belle: "Can you feel Satan / He’ll destroy your life
/ There is just one chance / Turn your life, repent your sins".
Con un sound simile a Rest in piece troviamo
Love goes, caratterizzata anche da un lungo assolo nel
finale. Interessante infine la struttura di Die, un brano
che alterna parti decisamente veloci, vorticose, con altre lente, in cui
il rimo cala improvvisamente di intensità.
Sebbene Herbie si professi fin da sempre un seguace
incorruttibile del classico heavy metal, non si sa come mai in questo
album si trovi un brano praticamente rap! Sentir rappare Herbie, è a dir
poco sconvolgente, chi se lo sarebbe mai aspettato? Il brano incriminato
è Prince of peace, che dopo la lunga parentesi rap, assume
nel finale un sound metal (meno male) e riprende le parole di un canto
di lode ben conosciuto nelle chiese, chiamato appunto Prince of
peace: "King of kings and Lord of lord
glory hallelujah / King of kings and Lord of lord glory hallelujah /
Jesus prince of peace glory hallelujah / Jesus prince of peace glory
hallelujah".
La particolarità di questo canto è che
si inizia molto lentamente e si accelera sempre di più ad ogni
ripetizione…pane per i propri denti per i nostri speed metallers, che
nelle ultime ripetizioni raggiungono una velocità di esecuzione a dir
poco sorprendente.
Il giudizio complessivo è sicuramente
alto. Certo, rimane un po' l’amaro in bocca per il rap di Herbie, ma è
poca cosa rispetto a tutte le altre canzoni. Insomma, le basi di quello
che i Seventh Avenue sarebbero diventati in futuro qui c’erano
già.
Daniele Fuligno |