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INTERVISTA
8/10/2006
 
 

 

SEVENTH AVENUE
Terium
power
2008 - Massacre Records
(Germania)
www.myspace.com/seventhavenueband

 

Nella discografia dei Seventh Avenue spicca fra tutti "Between The Worlds", accreditato dai più come il miglior lavoro del combo teutonico. Fu realizzato lungo un arco temporale di quasi cinque anni (considerando l’uscita di "Southgate" nel 1998), ma aspettare tutto quel tempo ne è però valsa veramente la pena: il full-length era a tutti gli effetti di ottima fattura. Quindi è ovvio che un’attesa simile, questa volta di quattro anni (dal 2004 al 2008) per la realizzazione di "Terium" ha lasciato i fans nella convinzione che il nuovo full-length sarebbe stato un altro disco all’altezza di "Between The Worlds", o addirittura superiore. D’altronde in un’intervista rilasciata dalla band per il nostro sito, Herbie (cantante e chitarrista) pronunciò le seguenti parole: «Al momento l'album è la cosa più importante, perché sarà di certo un capolavoro nella nostra storia: sarà un album speciale». Con questo in mente, arrivò finalmente il 28 marzo 2008, l’agognata data di uscita di quello che sarebbe dovuto essere il capolavoro dei Seventh Avenue, ed eccoci quindi con quel gioiellino di Cd tra le mani! Produzione perfetta, curata in ogni minimo dettaglio, in tutte le singole ventotto pagine di booklet, ricco di foto della band con tanto di autografi e completato con le lyrics e storia del concept. Esatto, l’ultimo album è proprio un concept, e per capire qual è l’argomento non ci resta che inserire il disco nello stereo e premere il tasto play.

Come gli altri, anche questo inizia con un pezzo strumentale, Under the surface, che parte quasi sommessamente, fino a raggiungere la giusta intensità per lanciare Crowd in the dark. E qui troviamo già una novità: la seconda traccia non è la title-track, come succedeva in tutti i precedenti full-length, ma questo dopo tutto è secondario, se non per i fans più accaniti. Comunque, il brano in questione è un power metal molto orecchiabile, che presenta però sprazzi di cavalcate heavy in stile Iron Maiden. Le lyrics ci portano subito nel vivo del concept. Siamo in un futuro non definito, in un sistema planetario di una lontana galassia. I pianeti sono Rioda, l’inospitale Kranos e Nufridon. Gli uomini di Rioda hanno dimenticato il loro Creatore e sono schiavi di una sostanza che si trova su Kranos, il terium, mentre Nufridon è il pianeta di cui antiche profezie parlano, il pianeta da cui verrà il Figlio di Dio che salverà gli uomini dalla schiavitù del terium. Terium appunto, è la canzone successiva, un perfetto mix tra velocità e melodia: ritmi forsennati che si intrecciano alla perfezione con un refrain luminosissimo, forse il più bello di tutto l’album. Ottimo anche il velocissimo solo di basso del sempre più esperto Markus Beck. Le lyrics descrivono in cosa consiste questa sostanza che schiavizza gli uomini di Rioda, donando una falsa vita eterna senza Dio: "And there is no need for a God in an eternal life / Terium's satisfaction for all / It heals pain, it stop age, it's the lost paradise / It's addictive, it calls you to crawl / It brings you higher and higher your wings in the wind". Authorities, heavy dal ritmo spesso cadenzato e infarcito di cambi di velocità, è la perfetta rampa di lancio per quella che forse è la canzone più bella di tutto il disco. Sto parlando di Futures dawn: power melodico che inizialmente parte smorzato, con una bellissima melodia in semi-acustico (avete presente Aces high degli Iron Maiden?), per poi continuare all’impazzata con riff velocissimi ed un refrain solare che ti innalza fino a farti volare nei cieli di Nufridon e Rioda. Molto belle le lyrics che parlano della nascita del Figlio di Dio di cui parlavano le profezie: "A woman was pregnant that time / Never lost faith, always kept on the road / An angel has given the sign / A virgin birth Creators son / The boy was born: certain signs / The boy's the one who will change universe".

Il Cd è un susseguirsi di puro power metal teutonico, quello che siamo soliti ad ascoltare con band come Gamma Ray, Helloween o i primi Blind Guardian. Poi, giunti al nono pezzo, incontriamo la prima ballad: Hands of the King, che è molto simile a Voices di "Eternals". La traccia subito successiva, Priest and servants, ha un inizio nuovamente da ballad, ma è solo un’illusione: il sound diventa aggressivo, le ritmiche velocissime, la batteria impazza in ritmi forsennati, cori epici si innalzano rabbiosi e senza un attimo di respiro si arriva a vorticosissimi soli di chitarra che asfaltano tutto quello che trovano d’innanzi. Un perfetto esempio di speed power eseguito con una tecnica impeccabile. Intanto la storia raccontata attraverso queste canzoni continua: Ratis (questo il nome del Figlio di Dio)è cresciuto, vive tra gli uomini di Rioda, inizia il suo ministero, e seguito dai suoi discepoli guarisce le persone schiavizzate dal terium, sebbene questo faccia infuriare le autorità del pianeta. A due terzi della conclusione ascoltiamo Trail of blood, testimonianza fortissima della loro ispirazione agli Iron Maiden, con un riff che assomiglia (anche fin troppo) alla celebre The trooper. Sulla falsa riga di Priest and servants c’è anche Betrayal, che racconta del tradimento da parte di uno dei discepoli di Ratis, che consegna il Messia nelle mani delle autorità per condannarlo a morte. Ratis viene mandato su Kranos, dove l’atmosfera ostile ed il caldo infernale lo condannano ad una fine segnata da un’atroce agonia. Sembra tutto finito, ma dopo qualche giorno Ratis risorge, perché è Lui il vero portatore della vita eterna, non il terium. Della resurrezione parla appunto il penultimo atto di questo meraviglioso full-length. Si tratta di Innocence, l’ultima ballad di solo piano e voce, un pezzo commovente dalla melodia sublime. Le lyrics sono le parole della guardia al sepolcro ormai vuoto del risorto Ratis, la quale inizia a vedere la liberazione dal terium: "See it clear – innocence / What had this man to die for? / I believe – He is the one / Fall on my knees feel my sins / I’m on my knees / Tears in my eyes/ Cause I feel You touched me in my soul". La conclusione di tutto viene affidata ad un’ennesima cavalcata power, New era.

I ben settanta (e anche di più) minuti di musica sono finiti. La prima sensazione che si ha è che Herbie aveva ragione: questo Cd è speciale, il migliore mai prodotto dalla band. Superiore a "Between The Worlds", molto più maturo e lineare dei precedenti. E’ davvero un piccolo capolavoro, con un concept che trasuda cristianità da tutti i pori. La storia di Ratis è quella di Gesù, mentre il terium è il peccato. Davvero un’ottima testimonianza di fede da parte della band. "Terium" proietta sempre di più i Seventh Avenue sulla vetta dell’olimpo del power metal cristiano, insindacabilmente  i migliori in questo genere. Posso definitivamente concludere che l’attesa di quattro anni non è stata vana, si tratta di un Cd tendente alla perfezione.

Daniele Fuligno

VOTO

95

 

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