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Colpo di coda della Magna Carta che vedendosi
lasciata da una delle sue storiche band di punta - gli Shadow Gallery
appunto, ora approdati alla potentissima prog label InsideOut - cerca di
trarre profitto dal filone aureo apertosi a seguito di questo passaggio
di label (i nostri finalmente con "Room V" hanno avuto un
meritato successo di vendite, inibito nel passato dalla modestia
dell'esposizione mediatica), producendo un Best of in digipack, il cui
unico fine è appunto cercare di raggranellarci qualcosa. Peccato che
musicalmente questa release quanto a caratura intrinseca valga ben poco,
nel senso: tutti i brani (meravigliosi) qui riproposti li ritroviamo
identici in "Shadow Gallery", "Carved In Stone", "Legacy"
e "Tyranny", fanno eccezione solo Colors e
The crusher - la seconda parte di Cliffhanger 2 -
ambedue presenti in "Legacy", riviste dalla band prima
dell'inserimento in questa compilation. Di inedito quindi in "Prime
Cuts" ci resta solo la closing song Rule the world,
notevole pezzo di quasi sei minuti, composto dall'ora quintetto dalla
Pennsylvania ai tempi di "Carved In Stone", e inglobante tutti i
migliori trade-mark di ammaliante melodia e regale tessitura ritmica di
questa strepitosa prog band.
Prog band strepitosa, sì, questo le è
universalmente riconosciuto, ma è davvero anche christian band?
Sfruttiamo questa recensione che di per sé avrebbe molto poco da
aggiungere a quanto detto, proprio per approfondire tal controverso
aspetto. Sovente inseriti con qualche nota di rimando all'interno della
scena cristiana, i nostri i realtà non ci si riconoscono: nelle FAQ del
loro sito ufficiale infatti alla frequente questione "Are the lyrics or
the band religious?" rispondono "While the band does not sell themself
as a 'religious rock band' there has been attention drawn to some of the
lyrics. Carl Cadden-James, the bands principle lyricist wishes for the
listener to interpret these as he or she may feel. For the most part,
the individual members are believers of the Christian faith". Gli
Shadow Gallery non ritengono dunque di potersi etichettare come
christian band, eppure le loro lyrics sono christian-oriented, la
maggior parte dei membri si professa cristiana, e, soprattutto, in tutti
i "Thanks" presenti nei booklet delle loro release, il primo
ringraziamento dell'intero combo è sempre per "God". Dunque non certo
una white band di trincea, ma comunque, tendenzialmente, pur sempre
cristiana.
Tornando e concludendo circa questo "Prime Cuts",
è apodittico come si tratti niente più che di una piatta operazione
commerciale della Magna Carta, di cui direi possiate benissimo fare a
meno, ma che tuttavia la sua utilità la ha: ricordare cioè di procurarvi
quanto prima tutta la magistrale discografica di questo geniale act, uno
dei migliori di sempre nella storia del prog metal, act che ha sempre
aggirato ogni freddo manierismo per andare invece a colpire il cuore,
riuscendo con la propria immane passione a giungere a manipolare le
emozioni. Privilegio di pochi in ambito prog.
Vaake
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