Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
SHADOW GALLERY
Shadow Gallery
 
SHADOW GALLERY
Carved In Stone
 
SHADOW GALLERY
Tyranny
 
SHADOW GALLERY
Legacy
 
SHADOW GALLERY
Prime Cuts
 
SHADOW GALLERY
Digital Ghosts
 
 

 

SHADOW GALLERY
Room V
prog
2005 - InsideOut Records
(USA)
www.myspace.com/officialshadowgallery

 

Gli Shadow Gallery appartengono all’élite della scena prog mondiale da anni ormai. Non sono musicisti ipertecnici quanto i Dream Theater (e chi lo è in ambito rock-metal?), non eguagliano i magistrali arrangiamenti, anche orchestrali, dei Symphony X, non possiedono il genio sperimentale degli Ayreon, ma rispetto a queste band dell'olimpo progressive sono senza dubbio più passionali e per giunta vantano un'esposizione più compatta che evita il disperdersi nelle insidiose terre del virtuosismo a tutti i costi, preferendo concentrare le proprie energie compositive alla realizzazione di belle canzoni; e per questo li preferisco a tutti gli altri.

Rispetto ai gruppi citati la fortuna dell’ex sestetto ora quintetto statunitense non è mai stata pari ai grandi meriti anche perché la Magna Carta, la precedente label, non ha mai assicurato loro una diffusione adeguata. Ma con "Room V" molto è cambiato, la InsideOut ci ha puntato forte e così ovunque nelle metal webzine mondiali lo troverete recensito, e pressoché ovunque gli Shadow Gallery ricevono entusiastici elogi; e pensare che questo non è di certo il loro lavoro migliore. Ben quattro sono i predecessori almeno due dei quali gli sono superiori. "Room V" è sempre un capolavoro, sia chiaro, ma non è "Tyranny" e neanche "Carved In Stone": con "Legacy" siamo lì. Ad essere migliorata è la produzione, in quanto abbellita in studio da preziosismi elettronici, ed il coverart, finalmente di altissimo livello quanto ad impatto grafico-estetico. Per chi disponesse della limited edition allora siamo alla sovrabbondanza del lusso col cartoncino che avvolge il doppio jewel box contenente un cd bonus con un video della storia di "Room V", un drums solo di Joe Nevolo, due tracce acustiche, una ballad e Floydian Memories, di 25 minuti, omaggio ovviamente ai Pink Floyd. "Room V" è il successore di "Tyranny" che cita musicalmente a più riprese e di cui continua l’elaborato concept. A proposito dei testi perché gli Shadow Gallery rientrano nella corrente white? Perché le liriche sono sempre state christian-oriented, perché la maggior parte dei membri si professa cristiana, ma soprattutto perché il primo ringraziamento nei Thanks finali è sempre stato per "God".

Il disco è lunghissimo coi suoi 75 minuti, forse un po’ troppi dato che la parte finale del cd può risultare meno intensa ed afferrante della prima. Da notare la partecipazione guest di Arjen Lucassen (fondatore e mastermind degli Ayreon) con un lungo solo nella strumentale Seven years. Venendo alla track-list dopo l’opener Manhunt, in classico prog-style Shadow Gallery prima aggressivo poi dalle calde melodie, arriviamo subito alla perla dell’album, la fantastica Comfort me di quasi sette minuti di pianoforte, tocchi d’elettronica, tastiere ed uno straordinario, infiammante duetto tra Mike Baker e la bravissima guest Laura Jaeger. Adeguatissimo seguito si ha con The Andromeda strain dove un prog più aspro e tecnico si divide con le evocative melodie generate dai caratteristici coretti che da sempre hanno segnato il songwriting ed il sound della band, conferendogli proprio quel peculiare calore in più di cui dicevamo all’inizio. Da brividi sono alcuni momenti, tra cori ed assoli, di Vow, mentre la successiva Birth of a daughter dopo una sperimentazione di synth si apre ad un eccitante delirio progressive, caratteristiche che ritroviamo subito dopo nella breve Death of a mother; la brevità caratterizza anche Lamentia, pianoforte e riff con una viscerale interpretazione di Mike, e Dark, ambient inquietante con vetri rotti ed urla di donna, intervallate da Seven years che avevamo già citato per la presenza di Lucassen, e che è la traccia più sinfonica con la presenza del solito flauto del bassista e lyrics writer Carl Cadden-James ma anche di un violino suonato dal chitarrista e qui anche tastierista, nonché produttore, Gary Wehrkamp. Torn è la traccia più malinconica, una ballad con alti picchi emozionali. The archer of ben salem è la canzone più prog aggressiva, in stile Savatage, anche nel cantato, della track-list; con Encrypted si torna però alle melodie carezzevoli qui spesso pinkfloydiane. Room V, la penultima song, è estremamente tecnica e tirata con diversi minuti strumentali, e l'album si conclude con le lente cadenze, le avvolgenti melodie ed i taglienti solos di Rain.

Non è "Tyranny" questo suo successore, ma è Shadow Gallery e questo è, o dovrebbe essere per tutti gli amanti del metal, già sinonimo di eccezionalità, oltre che un acquisto obbligato.

Vaake

VOTO

92

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it