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Ritornano con
un gustosissimo Ep gli svedesi Shadows Of Paragon, che con la
loro dedizione al metal estremo hanno raggiunto importanti livelli
di qualità; in questo Ep intitolato "Fear Of Being Forever Lost",
sfoderano tutta la loro abilità compositiva per sorprendere
piacevolmente ed allietare tutti i fan sfegatati di unblack metal.
Per quanto riguarda la line-up, abbiamo qualche avvicendamento, da
parte di tastierista e batterista, ma sostanzialmente l'anima della
band resta pressoché intatta.
Diamo inizio alle danze con Silentium,
prima traccia di questo nuovo Ep targato Shadows Of Paragon: dopo
una breve parte di pianoforte, a scorticarci le menti ci pensa
l’affilatissimo scream di Karg, una vera e propria furia unblackster
concepita nel contrasto di candide melodie tastieristiche e
impressionanti growl/scream, assolutamente ben orchestrati ed in
perfetta sintonia con l’intera musicalità del brano. Fa la sua comparsa
Fear of being forever lost, e come una tempesta siberiana
riempie di freddo glaciale quest’atmosfera fatta di violente rullate di
batteria e velocissimi riff di chitarra, leggeri e glaciali vanno a
plasmare piccoli ordigni musicali pronti ad esplodere in epici
capolavori musicali; molto buono anche lo scream che va ad affiancare
con autorità gli strumenti, nella loro opera di devastazione. Ed ora una
traccia che noi tutti faremo fatica a dimenticare, si tratta di In
the midst of the morbid darkness, adrenalina allo stato puro che
parte iraconda come un fulmine scagliato da divinità mitologiche,
potenza a tratti powereggiante con titaniche rullate e instancabili riff
di una bellezza ancestrale, si sbriciola ogni esitazione con velocissimi
ritmi martellanti e vorticosi scream. Ultima traccia Ad infinitum,
rappresentato come degno epilogo , di tutta la devastazione musicale
appena disseminata nel campo di battaglia; leggera e compassionevole
scorre ai nostri orecchi.
Un Ep così si fa fatica a non elogiare: ottima
produzione, ottime song che raggiungono un notevole livello
d’eccellenza, perfino ottima artwork della copertina. Che dire, meglio
di così!
Fabio Manna |