|
Inattesa bomba questo debut Ep autoprodotto
dell'assai promettente sestetto svedese.
Seduce già il professionale lavoro di cover
art, a tinte plumbee, atmosferico e dai caratteri gotici, che
subito vuole chiarire che è di black che si occupano gli Shadows
Of Paragon, o meglio, di unblack: una croce risalta infatti
prominente sul logo ed una serafica bozza di Cristo
crocifisso e martoriato capeggia nella pagina finale del booklet e
sulla stampa del Cd.
Quanto alle
liriche, dalla fede implorante e osannante,
particolarmente sentita è
King of the north: "I need no fear when destruction comes / I will laugh at destruction
and famine / I will know that my fort is secure / I will come to the
grave in full vigour. / For You oh Lord are my strength and my hope
/ You have ransomed me from death / I have found my peace in you /
King of the north".
Musicalmente
parlando, poi, la band è entusiasmante! Produzione eccellente tanto quanto
lo è lo screaming e tutta la varietà dei vocals. Volendo proprio andare a cercare un difetto
allora si potrebbe puntare il dito verso un sound ancora poco
personale e forse non troppo indirizzato: ogni canzone tende infatti a
fare un po' storia a sé. Le unblack band di riferimento sono evidentemente i
Crimson Moonlight ma soprattutto i Sanctifica di "Spririt
Of Purity".
Sono cinque le tracce per un totale di 22
minuti. Apre Gone with the mist, che immediatamente stupisce: black furioso e articolato con momenti atmosferici, la presenza di
una voce femminile,
tastiere gothic-oriented che conducono il growl, atmosfere sinistre
e deflagrazione
finale di caos ed urla. Impressionante! King of the north
alterna citazioni emperoriane a ritmi più lenti e composti
mentre Screams of silence irrompe con un sofferto doom
che danza con partiture schizoidi, per terminare con illuminate
melodie. And my tears are gone è prima goticheggiante,
successivamente esplode caotica in blastbeats, per stabilizzarsi infine su una
armonica alternanza di up-tempo e riflessioni evocative. Chiude
questo ottimo Ep Psalm, black violento e grave
incupito da
urla, deep growl e puro caos, che si evolve verso prospettive più
melodiche e tecniche, per giungere alle dolcissime note di
pianoforte e lirica femminile che ci accompagnano alla fine.
I
Sanctifica hanno abbandonato il black per darsi all'avantgarde
ed infine sciogliersi, i
connazionali Shadows Of Paragon ne hanno preso il testimone con
una determinazione sorprendente. Quanto a talenti invece, si sarà
capito, siamo in piena sovrabbondanza.
Vaake |