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SHADOWS OF PARAGON
Shadows Of Paragon
 
SHADOWS OF PARAGON
Fear Of Being Forever Lost
 
 

 

SHADOWS OF PARAGON
Through The Valley Within
unblack
2009 - Self
(Svezia)
www.myspace.com/shadowsofparagon

 

Sembrava non dovesse più uscire, ma alla fine è andato celermente scemando l'estenuante silenzio seguito al lontano annuncio, ed ora eccolo qui il full-length degli svedesi Shadows Of Paragon, che tanto avevano impressionato negli Ep "Shadows Of Paragon" e soprattutto nel promozionale "Fear Of Being Forever Lost". Viene rilasciato autoprodotto in un elegantissimo digipack "Through The Valley Within", tredici tracce di black death dalla produzione pulita ma a sorpresa non edulcorato da tastierosità, variabile assente che se mantiene il climax più ferale e rabbioso, non giova tuttavia a rendere vario il songwriting, che alla lunga tende ad inaridirsi. Se c'è dunque un contrappeso in questa lodevole opera, va individuato proprio qui; un altro neo potrebbe risultare l'abuso del growl, neanche tecnicamente eccelso. Per il resto il disco va ed a tratti esalta, nel complesso sicuramente appaga. 

Il monolitico e monocromatico platter viene introdotto da un'intro dark ambient horrorifico-nostalgica, Parabellum, seguita dal gorgo nero in stile Naglfar di Repressed experience, coordinate stilistiche dalle quali i nostri sostanzialmente mai si allontaneranno. Una tempesta di fuoco discende con The ocean of inane thoughts, dal loop foscamente empatico e dal drumming trivellante, la song che subentra, e dava titolo all'Ep, Fear of being forever lost, è superba, perfetta, eccitante. Fall leaves attacca epica per poi abbondare di growl e spegnersi tra trame armoniche inconsuete; tornado asfittico con frenate e ripartenze che lasciano scie di fumo è Without a veil concealing my sight. Ma la vena compositiva degli svedesi inizia a dare segni di inflessione al sopraggiungere di Darkness fading e dell'eppur testosteronica A tranquil image of a wounded child, inframmezzate astutamente dalla favolosa Silentium, dove tripudiano le tastiere e dove, non a caso, il mood è visceralmente emozionale; anche questo brano era nel promo Ep, come pure la notevole In the midst of the morbid darkness, dalle costruzioni melodiche però déjà écouté. Intro con riff visionari e female eterea a cercare di conferire iridescenza a At war, la seguente Kyrie eleison ricorda non poco gli ultimi Crimson Moonlight. Chiude un affascinante benché non troppo contestualizzato outro epico sinfonico.

Dunque. "Through The Valley Within" è sicuramente un disco di livello, altamente professionale in ogni sfaccettatura come anche intenso a livello lirico, tuttavia se le tre migliori tracce alla fine risultano quelle già presentate nell'Ep, viene da sé che una volta ascoltato e goduto quello, da questo magari ci si sarebbe potuti attendere qualcosina in più; in particolare è l'accantonamento della tastiere che probabilmente in futuro andrà rivalutato. Non vorrei comunque esser parso troppo critico, anche perché il voto sotto parla chiaro: questo è un Cd che ogni unblackster che si rispetti deve possedere.

Vaake

VOTO

84

 

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