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Ormai sembra quasi
che ogni nuovo gruppo in campo white sia o un gruppetto emo che si
spaccia per metal, o un gruppo metalcore/deathcore con nessuna novità da
proporre al pubblico. Ed ecco che letteralmente dal nulla spuntano i
Shapes Stars Make. Il sound dei nostri è descrivibile come uno
shoegaze mischiato con una fusione tra i Mogwai, i Sigur Ros,
con del post-metal e post-rock gettato qui e là. Davvero un sound unico
ed interessante in campo white.
Il debut "These Mountains Are Safe",
dimostra la capacità di creare atmosfere stupefacenti e concrete con il
loro sound opener Giant bird ce lo dimostra ottimamente.
Partendo in modo leggero, il pezzo subisce vari cambi di intensità,
creando dell’ottimo pathos, specie nel finale, dove si arriva al climax.
Unica pecca in questo brano stupendo è il suono troppo pulito: avrei
preferito un po’ di sporcizia in più per aumentare l’effetto shoegaze,
mentre la pulizia rende il pezzo post-rock, il che non è un male, però.
Passiamo ora a Le dodici, la track più breve del platter,
con i suoi neanche tre minuti: strumentale simpatica, che ricorda molto
dei primi Mogwai. Dopo questa breve tappa passiamo a quello che è
forse il pezzo forte del platter: (We are) The hurting.
Principalmente, l’elemento che lo rende diverso dal resto è l’utilizzo
di vocals, che però sono solo da contorno alla musica, per esempio come
quelle utilizzate dai My Bloody Valentine e i Sigur Ros.
Il brano è davvero lento, pieno di ambience, malinconia e melodie
sorprendentemente orecchiabili, è uno di quelli che richiedono molti
ascolti per poterlo apprezzare. Dopo il suo intenso finale passiamo a
Be gentle, young one, che si presenta quasi silenziosamente
per poi esplodere in un ottimo shoegaze. Sunrise invece
detona direttamente in faccia, nel vero senso della parola: nel corso
dei suoi 7 minuti di durata si dimostra essere uno dei migliori del
platter, nonché uno dei più originali e sperimentali. Si passa ora al
secondo episodio con vocals, Fireflies and sunshine,
ottimo davvero, ricorda un po' il primo album dei Mew, e forse
anche un po' dei mewithoutYou. The calm parte di
puro ambient, per poi introdurre l’intero gruppo: forse si tratta del
neo dell’album, essendo nulla di particolarmente interessante o
originale. Conclude la stupenda And the sky opened, che
con le sue atmosfere rilassanti e drammatiche ci fa capire che i
Shapes Stars Make sicuramente lasceranno la loro orma del mondo
della musica cristiana.
Se siete amanti di musica piena di emozione, che
non sia emo, ed intensa, ma non necessariamente pesante, allora questo
album fa per voi; il sound dei Shapes Stars Make certamente vi
incanterà, come ha incantato a me. Questo disco merita molta più
attenzione di quanta ne stia ricevendo, quindi se siete fans di Sigur
Ros, Mogwai, Mew, shoegaze e post-rock, fate vostro
questo Cd senza esitazione. Non fatevi ingannare dalla cover patetica.
Christopher Warman
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