|
Due anni dopo lo
spettacolare debut, tornano sulla scena gli Showbread, gruppo
altamente acclamato dalla Solid State. Dopo aver finito di registrare il
loro follow up intitolato "Age Of Reptiles", la Solid State
decise di dare il gruppo alla loro record label madre, ovvero la Tooth
And Nail Records. Molti si chiesero il perché e la risposta che emerse
fu: gli Showbread si sono "calmati". Calmati?! Gli Showbread?
…impossibile! Ma vero fu...
E' un breve riff di chitarra,
seguita da un fill di batteria ad aprire questo album con Naked
lunch, una opener piuttosto calma, a differenza del loro debut.
Un pezzo abbastanza orecchiabile, punkeggiante, in cui le voci di Josh
Dies e di Ivory Mobley si uniscono in modo eccellente (con gli acuti
semi-screamati di Josh e i bassi di Ivory). Un bel brano, ma tuttavia
una opener altamente deludente per loro: dove sono finiti gli scream e i
ritmi schizofrenici? Passiamo alla prossima. Pachycephalosaurus
apre con un ritmo che ricorda il debut, seguendo i ritmi spastici (con
tanto di basso distorto e synth perenni) ma gli scream mancano ancora
una volta, solamente verso la fine ci sono degli accenni, ma nulla di
eccezionale. Segue Your howls are hosting, un po'
monotona, però ricca di synth e soli, ma ancora una volta, priva di
scream; Oh! emetophobia è il singolo dell'album, e qua
finalmente tornano i ritmi schizofrenici e qualche scream qua e là, poco
ma meglio di niente; è questo un pezzo realizzato molto bene, con riff
di chitarra ben realizzati, synth a volontà (si capisce come i synth qui
avranno molto più spazio che nel precedente Cd). E come nell'album
precedente, arrivati a metà disco c'è una ballad, questa volta
Sing me to sleep, che ha un ritmo e una melodia molto scontata…
altamente scontata; è una canzoncina che canterei a una festa per bimbi
di tre o quattro anni, ma loro sono riusciti a renderla presentabile ed
ascoltabile.
Arriva George
Romero will be at our wedding, song abbastanza soft, ma con un
testo intelligentissimo ed incredibile! Qua i nostri ipotizzano una
storia d'amore ambientata nel film di George Romero "La Notte dei Morti
Viventi", in cui un uomo, durante l'attacco degli zombie, perde di vista
sua moglie, per poi ricordarsi di averla uccisa e di essere lui stesso
uno zombie. Così torna dove l'ha uccisa e la ritrova sotto forma di
zombie: il brano si conclude dicendo che se l'amore dura per sempre,
allora non muore mai, ma diventa un morto vivente. L'album continua con
Jesus lizard, l'highlight dell'album, un pezzo ottimo, con
dei bei arrangiamenti di synth, un ritmo che va sul techno, un bel solo
e qualche urla alla fine. Segue Centipede sisters, che
ricorda molto il loro debut in quanto ha un ritmo frenetico, però gli
scream sono quasi assenti, presentandosi quindi quasi punk. La buona
Dinosaur bones ha un testo profondo e riflessivo, conclude
l'album la titletrack molto down-tempo in confronto al resto dell'album,
con un verso trascinante ed un ritornello un po' ripetitivo. Nonostante
questo è un gran pezzo, contenendo l'80% di tutti gli scream dell'album.
Dopo che Age of reptiles sfuma apre una hidden track
intitolata Age of insects, che è la vera closer;
bellissima, è realizzata interamente con voce e chitarra acustica.
Ora non vorrei dire che questo album
sia una completa schifezza, perché non lo è, ed ha anch'esso dei punti
forti, anzi fortissimi (basti Jesus lizard); quello che
intendo è che sembra realizzato da un gruppo completamente diverso da
quello che fece "No Sir, Nihilism Is Not Practical" un paio di
anni prima. Gli scream sono totalmente assenti e quasi mancano i ritmi
spastici del debut. Se gli Showbread continueranno su questa
strada va malaccio, speriamo quindi che con il successivo album le cose
cambino (giusto per la cronaca, avendolo già ascoltato: il nuovo disco è
fenomenale!).
Christopher Warman |