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INTERVISTA
24/6/2009
 
 

 

SHOWBREAD
Age Of Reptiles
post-hardcore
2006 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/showbread

 

Due anni dopo lo spettacolare debut, tornano sulla scena gli Showbread, gruppo altamente acclamato dalla Solid State. Dopo aver finito di registrare il loro follow up intitolato "Age Of Reptiles", la Solid State decise di dare il gruppo alla loro record label madre, ovvero la Tooth And Nail Records. Molti si chiesero il perché e la risposta che emerse fu: gli Showbread si sono "calmati". Calmati?! Gli Showbread? …impossibile! Ma vero fu...

E' un breve riff di chitarra, seguita da un fill di batteria ad aprire questo album con Naked lunch, una opener piuttosto calma, a differenza del loro debut. Un pezzo abbastanza orecchiabile, punkeggiante, in cui le voci di Josh Dies e di Ivory Mobley si uniscono in modo eccellente (con gli acuti semi-screamati di Josh e i bassi di Ivory). Un bel brano, ma tuttavia una opener altamente deludente per loro: dove sono finiti gli scream e i ritmi schizofrenici? Passiamo alla prossima. Pachycephalosaurus apre con un ritmo che ricorda il debut, seguendo i ritmi spastici (con tanto di basso distorto e synth perenni) ma gli scream mancano ancora una volta, solamente verso la fine ci sono degli accenni, ma nulla di eccezionale. Segue Your howls are hosting, un po' monotona, però ricca di synth e soli, ma ancora una volta, priva di scream; Oh! emetophobia è il singolo dell'album, e qua finalmente tornano i ritmi schizofrenici e qualche scream qua e là, poco ma meglio di niente; è questo un pezzo realizzato molto bene, con riff di chitarra ben realizzati, synth a volontà (si capisce come i synth qui avranno molto più spazio che nel precedente Cd). E come nell'album precedente, arrivati a metà disco c'è una ballad, questa volta Sing me to sleep, che ha un ritmo e una melodia molto scontata… altamente scontata; è una canzoncina che canterei a una festa per bimbi di tre o quattro anni, ma loro sono riusciti a renderla presentabile ed ascoltabile.

Arriva George Romero will be at our wedding, song abbastanza soft, ma con un testo intelligentissimo ed incredibile! Qua i nostri ipotizzano una storia d'amore ambientata nel film di George Romero "La Notte dei Morti Viventi", in cui un uomo, durante l'attacco degli zombie, perde di vista sua moglie, per poi ricordarsi di averla uccisa e di essere lui stesso uno zombie. Così torna dove l'ha uccisa e la ritrova sotto forma di zombie: il brano si conclude dicendo che se l'amore dura per sempre, allora non muore mai, ma diventa un morto vivente. L'album continua con Jesus lizard, l'highlight dell'album, un pezzo ottimo, con dei bei arrangiamenti di synth, un ritmo che va sul techno, un bel solo e qualche urla alla fine. Segue Centipede sisters, che ricorda molto il loro debut in quanto ha un ritmo frenetico, però gli scream sono quasi assenti, presentandosi quindi quasi punk. La buona Dinosaur bones ha un testo profondo e riflessivo, conclude l'album la titletrack molto down-tempo in confronto al resto dell'album, con un verso trascinante ed un ritornello un po' ripetitivo. Nonostante questo è un gran pezzo, contenendo l'80% di tutti gli scream dell'album. Dopo che Age of reptiles sfuma apre una hidden track intitolata Age of insects, che è la vera closer; bellissima, è realizzata interamente con voce e chitarra acustica.

Ora non vorrei dire che questo album sia una completa schifezza, perché non lo è, ed ha anch'esso dei punti forti, anzi fortissimi (basti Jesus lizard); quello che intendo è che sembra realizzato da un gruppo completamente diverso da quello che fece "No Sir, Nihilism Is Not Practical" un paio di anni prima. Gli scream sono totalmente assenti e quasi mancano i ritmi spastici del debut. Se gli Showbread continueranno su questa strada va malaccio, speriamo quindi che con il successivo album le cose cambino (giusto per la cronaca, avendolo già ascoltato: il nuovo disco è fenomenale!).

Christopher Warman

VOTO

60

 

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