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Nel 1997 alcuni ragazzi
decidono di creare uno gruppo per intrattenere i giovani della loro
chiesa. Il gruppo era nato per fare cover, ma, notando la mancanza di
partecipazione da parte dei ragazzi, decise di prendere una svolta
diversa. Sotto il nome di Showbread (che vuol dire "Pane della
Presentazione") i nostri decisero di creare pezzi originali. E dopo
essere usciti con tre releases indipendenti ed una sotto la Steel Roots
Records, la famosissima Solid State mostrò interesse per loro. E non
solo per la loro musica accessibile a fans di vari generi, ma anche per
la profondità dei loro testi. Questo album, come si capisce dal titolo,
è uno schiaffo in faccia al Nichilismo, criticandolo a morte, trovando
punti di riscontro nella cultura odierna, e prendendo a schiaffi anche
loro.
L'album parte con A llama eats a giraffe (and vice versa)
che già fa capire di cosa sono fatti questi Showbread. Un pezzo
che spacca tra scream, da parte dei due vocalist (ebbene sì, i
Showbread hanno due vocalist), chitarre esplosive, tastiere
onnipresenti e anti-melodie. In seguito ci sono Dead by dawn
(in poche parole un film horror cantato) e Mouth like a magazine,
che rallentano un po' l'andatura dell'album, aggiungendo sonorità
decisamente emo-noise. Segue If you like me check yes, if you
don't I'll die che continua seguendo la nota stabilita dalla
opener, con scream e ritmi schizofrenici. Con la filler Sampsa
meets Kafka il gruppo prende una strada diversa, dato che si
tratta di un breve pezzo industrial, che introduce So selfish it's
funny, brano noise scoppiettante. The missing wife
è invece probabilmente il brutto anatroccolo in mezzo agli altri brani.
E' ottimo per dividere l'album in due parti. Welcome to plainfield
Tobe Hooper è così l'opener della seconda metà del disco:
sarebbe stato un pezzo ottimo per aprirlo, ma anche qui non guasta, con
i suoi ritmi no-stop, scream e contro-scream. La seguente traccia,
And the smokers and children shall be cast down, rallenta
nuovamente l'andatura del disco, ma non drasticamente come The
missing wife. Stavolta è presente una melodia tipica del punk,
contrastate dalle urla del secondo vocalist. Stabbing art to death
e The dissonance of discontent sono le due song seguenti,
sulla scia della schizofrenia stabilita all'inizio dell'album.
Matthias replaces Judas è la prima e unica vera e propria ballad
dell'album, anche molto spirituale parlando di San Mattia che entrò a
far parte dei Dodici dopo il tradimento di Giuda. La closer è The
bell jar che conclude l'album nel modo in cui è iniziato:
esplosioni, schizofrenia, scream, tastiere forsennate ed un basso
distorto onnipresente.
Un Cd molto strano prodotto da uno dei gruppi più strani degli ultimi
anni. Gruppo composto da sette dei ragazzi più anticonformisti che mai
troverete. Basti ascoltare o leggere un'intervista: non rispondono mai
seriamente (ce n'è una in cui dicono che i Pillar sono alieni che
gli schiavizzano, in un'altra dicono che il gruppo è composto da cinque
mutanti e due droidi); le uniche volte che il gruppo parla seriamente è
quando si parla della fede (e stranamente ci sono sempre quegl'idioti
che li hanno accusati di essere "satanici"). Ma gli scrupolosi noteranno
che tra le ondate di scream e di caos, i temi affrontati in questo album
sono temi puramente cristiani. Musicalmente questo è un album che gli
amanti dell'alternative ameranno, ma non solo loro, anche chi apprezza
il noise o l'emo-noise. Non c'è dubbio: se volete un album che vi dia la
carica questo fa per voi!
Christopher Warman
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