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INTERVISTA
24/6/2009
 
 

 

SHOWBREAD
No Sir, Nihilism Is Not Practical
post-hardcore
2004 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/showbread

 

Nel 1997 alcuni ragazzi decidono di creare uno gruppo per intrattenere i giovani della loro chiesa. Il gruppo era nato per fare cover, ma, notando la mancanza di partecipazione da parte dei ragazzi, decise di prendere una svolta diversa. Sotto il nome di Showbread (che vuol dire "Pane della Presentazione") i nostri decisero di creare pezzi originali. E dopo essere usciti con tre releases indipendenti ed una sotto la Steel Roots Records, la famosissima Solid State mostrò interesse per loro. E non solo per la loro musica accessibile a fans di vari generi, ma anche per la profondità dei loro testi. Questo album, come si capisce dal titolo, è uno schiaffo in faccia al Nichilismo, criticandolo a morte, trovando punti di riscontro nella cultura odierna, e prendendo a schiaffi anche loro.

L'album parte con A llama eats a giraffe (and vice versa) che già fa capire di cosa sono fatti questi Showbread. Un pezzo che spacca tra scream, da parte dei due vocalist (ebbene sì, i Showbread hanno due vocalist), chitarre esplosive, tastiere onnipresenti e anti-melodie. In seguito ci sono Dead by dawn (in poche parole un film horror cantato) e Mouth like a magazine, che rallentano un po' l'andatura dell'album, aggiungendo sonorità decisamente emo-noise. Segue If you like me check yes, if you don't I'll die che continua seguendo la nota stabilita dalla opener, con scream e ritmi schizofrenici. Con la filler Sampsa meets Kafka il gruppo prende una strada diversa, dato che si tratta di un breve pezzo industrial, che introduce So selfish it's funny, brano noise scoppiettante. The missing wife è invece probabilmente il brutto anatroccolo in mezzo agli altri brani. E' ottimo per dividere l'album in due parti. Welcome to plainfield Tobe Hooper è così l'opener della seconda metà del disco: sarebbe stato un pezzo ottimo per aprirlo, ma anche qui non guasta, con i suoi ritmi no-stop, scream e contro-scream. La seguente traccia, And the smokers and children shall be cast down, rallenta nuovamente l'andatura del disco, ma non drasticamente come The missing wife. Stavolta è presente una melodia tipica del punk, contrastate dalle urla del secondo vocalist. Stabbing art to death e The dissonance of discontent sono le due song seguenti, sulla scia della schizofrenia stabilita all'inizio dell'album. Matthias replaces Judas è la prima e unica vera e propria ballad dell'album, anche molto spirituale parlando di San Mattia che entrò a far parte dei Dodici dopo il tradimento di Giuda. La closer è The bell jar che conclude l'album nel modo in cui è iniziato: esplosioni, schizofrenia, scream, tastiere forsennate ed un basso distorto onnipresente.

Un Cd molto strano prodotto da uno dei gruppi più strani degli ultimi anni. Gruppo composto da sette dei ragazzi più anticonformisti che mai troverete. Basti ascoltare o leggere un'intervista: non rispondono mai seriamente (ce n'è una in cui dicono che i Pillar sono alieni che gli schiavizzano, in un'altra dicono che il gruppo è composto da cinque mutanti e due droidi); le uniche volte che il gruppo parla seriamente è quando si parla della fede (e stranamente ci sono sempre quegl'idioti che li hanno accusati di essere "satanici"). Ma gli scrupolosi noteranno che tra le ondate di scream e di caos, i temi affrontati in questo album sono temi puramente cristiani. Musicalmente questo è un album che gli amanti dell'alternative ameranno, ma non solo loro, anche chi apprezza il noise o l'emo-noise. Non c'è dubbio: se volete un album che vi dia la carica questo fa per voi!

Christopher Warman

VOTO

83

 

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