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Anorexia Nervosa
 
INTERVISTA
24/6/2009
 
 

 

SHOWBREAD
The Fear Of God
alternative
2009 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/showbread

 

Quasi perfettamente un anno dopo il loro doppio capolavoro "Anorexia Nervosa", ritornano gli Showbread con l’anticipatissimo "The Fear Of God". Dopo aver amato il loro precedente album, le aspettative per questo nuovo lavoro erano a dir poco grandiose. Sapevo però di dovermi aspettare un disco diverso da "Anorexia Nervosa", dato che in molte interviste il vocalist Josh Dies dichiarava che questo lavoro sarebbe tornato alle origini del sound del gruppo.

L’album parte con la bellissima intro I’m lost, che dà anche qualche cenno di umorismo che ai nostri di certo non manca, e poi s’immerge nella opener Nothing matters anymore, che è anche uno dei pezzi più belli del platter. Notiamo subito che l’industrial dell’album precedente è completamente svanito, sostituito dal tipico raw rock di "No Sir, Nihilism Is Not Practical" e "Age Of Reptiles". Davvero un'ottima song, contenente assoli rock 'n roll, sintetizzatori (che onestamente in certi punti potevano pure non esserci) e breakdown a volontà. Segue con un bel ritmo Lost connection with the head, che sembra un pezzo riciclato da "Age Of Reptiles", mentre l'attacco elettronico di Regret consume me e gli scream sul ritornello, fanno subito pensare al loro debut. Out of my mind invece è pezzo alternative leggero, però niente male. Si passa ora al primo singolo, Vehement, che pur essendo davvero particolare negli arrangiamenti, risulta un tantino noioso dopo un po’. Davvero bella e scatenata è la seguente The great emasculation, che fa da apice hardcore per il platter. Con Shepherd, no sheep, il gruppo crea il brano più particolare e personale: si tratta di un leggero alternative punk, con una melodia simpatica ed orecchiabile; i testi però parlano di come parecchi fan del gruppo li hanno abbandonati dopo l’uscita di "Anorexia Nervosa", perché troppo diverso dai loro altri album. Qui il vocalist Josh Dies dichiara diverse volte frasi tipo "I hate music because of you" e "Music is dead"; canzone decadente, pur avendo un bagliore di speranza alla fine, quando il gruppo dichiara di fare musica solo per il Padre. Segue Let there be raw, che risponde metaforicamente alla domanda "Che genere fanno gli Showbread?". Arrivano ora due dei peggiori pezzi nel platter, I think I’m going to see you e Precursor, che sembrano riciclati dalle loro release precedenti. Particolare invece è la title-track The fear of God, che è un viaggio musicale nel cuore di Dio, brano davvero strepitoso, forse anche il migliore del gruppo, paragonabile solo a The beginning in "Nervosa". Conclude il platter Until we meet again, che è pezzo acustico davvero triste, dove si promette a una persona cara che è morta che un giorno saremo tutti insieme col Padre.

C’è subito da chiarire che questo album non è un capolavoro, "Anorexia Nervosa" è il capolavoro degli Showbread, e tale rimarrà per parecchio tempo. Pur avendo un sound leggermente uniforme e qualche pezzo riciclato da vecchie release, "The Fear Of God" è però un decente disco di transizione, che sembra voler preparare l’ascoltatore a una prossima release, e resta sicuramente un must have per i fan di musica alternative e post-hardcore.

Christopher Warman

VOTO

78

 

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