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SIGNUM REGIS
Signum Regis

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The Eyes Of Power


SIGNUM REGIS
Through The Storm

SIGNUM REGIS
Chapter IV: The Reckoning

INTERVISTA
11/04/2014

 

 

SIGNUM REGIS
Exodus
power
2013 - Ulterium Records
(Slovacchia)
www.signum-regis.com

 

Tre pezzi legati al libro dell’Esodo, la spinta da parte dell’etichetta a proseguire con quel tema e una sana ispirazione biblica. Questi sono gli elementi che hanno dato il via ad “Exodus” terzo lavoro e concept album dei Signum Regis. E pazienza se al momento di registrare il disco la band era senza cantante, la soluzione era dietro l’angolo: perché non ingaggiarne uno diverso per ogni brano? Ed ecco la partecipazione di nomi importanti come Mike Vescera, Matt Smith, Lance King o Thomas Winkler tanto per citarne alcuni. Il risultato è un disco dall’alto livello tecnico e ovviamente eterogeneo nello stile.

L’introduzione è affidata a On the Nile, delicata composizione di chitarra classica e flauto, ma dal finale epico che ben introduce dal punto di vista musicale il tema trattato altrettanto epico. Si parte perciò con  Enslaved, il cui ospite è Thomas Winkler (GloryHammer, Emerald): il sound risulta subito grintoso e travolgente, poco spazio alle melodie sopraffini, qui si pesta secco. Di altro stampo è invece The promised land, secondo me il cavallo di battaglia di questo disco. Con Mike Vescera alla voce, lo stile non poteva che essere tendente al neoclassical, veloce, melodico e decisamente nordeuropeo. Un cliché del power metal? Forse, ma davvero ben suonato. Let us go! cantata da Eli Prinsen (Sacred Warrior, The Sacrificed) introduce nel riffing e nei solos elementi thrash/groove metal, forse leggermente fuori luogo, ma comunque piacevoli da ascoltare. Spazio poi alla velocissima Wrath of Pharaoh con Samuel Nyman (Minimal), autore di un’acutissima prova vocale alla Rob Halford… guarda caso lo stile è quello di Painkiller, tecnicamente perfetta. E’ quindi il turno di passare il microfono nelle mani di Matt Smith: la sua The ten plagues è in pieno stile Theocracy, con stacchi improvvisi tra strofe e refrain, complesse architetture strumentali, variazioni di mood e quei cori a cui il cantante della Georgia ci ha da sempre abituato. La ritmata pausa strumentale di Last days in Egypt fa da apripista ad Exodus con il grande Lance King alla voce, un ottimo hard’n’heavy che ben valorizza lo stile del singer americano. Lo stesso lo ritroviamo per un luminoso duetto con Daísa Munhoz (Vandroya), in un velocissimo e iper melodico power metal offerto da Song of deliverance. Segue poi una ben riuscita (e più rabbiosa) cover di Sole Survivor degli Helloween. Il disco si chiude con Mountain of God, un po’ più banale rispetto alla media nella struttura compositiva e più in generale nella melodia, ma sempre di alto livello.

Se siete alla ricerca di un power metal dal sound eterogeneo, ben suonato, ben prodotto e ovviamente ben cantato, allora non esitate un attimo a procuravi “Exodus”, sono sicuro che non ve ne pentirete, per me tra i migliori dischi del 2013.

 

Tracklist:
1.
On the Nile (02:19)
2. Enslaved (04:50)
3. The promised land (05:34)
4.
Let us go! (04:06)
5. Wrath of pharaoh (04:04)
6. The ten plagues (04:48)
7. Last days in Egypt (03:54)
8. Exodus (04:17)
9. Song of deliverance (07:02)
10. Sole survivor (04:36)
11. Mountain of God (04:
08)

 

 Daniele Fuligno

VOTO

82


 


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