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SIGNUM REGIS
Signum Regis

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Exodus

SIGNUM REGIS
Through The Storm

SIGNUM REGIS
Chapter IV: The Reckoning
 
INTERVISTA
11/04/2014
 
 

 

SIGNUM REGIS
The Eyes Of Power
power
2010 - Inner Wound
(Slovacchia)
www.signum-regis.com

 

"God effected that the whole world should be illumined from the very beginning by two eyes, namely by the most powerful kingdom of the Romans and by the most prudent scepter of the Persian state. For by these greatest powers the disobedient and bellicose tribes are winnowed and man's course is continually regulated and guided" (Cosroe II in una lettera all'imperatore romano Maurizio)

Questa la citazione presente nel booklet della seconda fatica discografica fimata Signum Regis. Come molto facile capire stiamo parlando di un concept album di carattere storico, i due occhi del potere sono l'impero romano e quello persiano; il disco ripercorre i loro conflitti a partire dall'incoronazione di Artaserse I e dalla relativa fondazione della dinastia sasanide. Si ripercorrono in seguito la riconquista di Dura Europos nel 256 DC da parte dei persiani di Sapore I, il tentativo senza successo di riconquistare le terre sasane dell'imperatore Giuliano e la rivolta di Barham contro Ormisda IV; il tutto con in sottofondo la contrapposizione tra il culto mitraico e quello cristiano. Da sottolineare, come punto chiave del concept, il soffermarsi sul concetto di "Roma Aeterna" come precursore dell'idea di Europa e "occidente civilizzato".

Il doveroso preambolo fatto sulle lyrics necessario per comprendere sia la parte tematica del disco che quella musicale. Non a caso una buona parte dei brani costruita su melodie orientali, parliamo in primis delle tre tracce strumentali: la opener Renewal in the east, The undergound temple of Mithras e Roma Aeterna; quest'ultima introdotta da un pianoforte malinconico si differenzia molto dalle altre in quanto costruita su un tempo doom e basata su un'atmosfera decadente e ancestrale. Per il resto sono i Signum Regis che avevamo gi scoperto col debutto, sospesi tra un power metal che attinge a piene mani dalla lezione Blind Guardian (sentirsi a questo proposito la spezzacollo Dura Europos e One fatal enterprise), un hard rock pi serrato (vedi Mystical majesty, ottimo cavallo di battaglia della band, soprattutto nei live) e ombre malmsteeniane (vedi Purpleborn). Queste ultime affiorano particolarmente nei solos di Filip Koluš, anch'essi sospesi tra lo stile neoclassico e un heavy vecchia scuola. Il basso di Ronnie come da tradizione fa da padrone e si affianca molto spesso alla chitarra nei virtuosismi, forse in questo disco pi che mai. Goran Edman invece pur facendo una buonissima prestazione vocale suona un po' pi sforzato rispetto all'esordio; il risultato comunque gradevole anche per l'ausilio abbondante di cori.

Dal punto di vista delle idee rispetto all'esordio si avuto un leggero calo, l'ottimo assetto strumentale deficita lievemente di quelle idee pi catchy che fanno brillare i pezzi; l'impressione che dal punto di vista delle linee melodiche la parte strumentale sia superiore a quella cantata. Non a caso i brani strumentali sono forse gli episodi che funzionano meglio (insieme a Mystical majesty, ma anche l i punti di forza stanno nel riff portante e nella scansione ritmica del basso sotto). "The Eyes of Power" in definitiva un buon disco, da metabolizzare e contestualizzare soprattutto in relazione al concept su cui stato costruito e ai secoli di storia che ripercorre.


 
Tracklist:
1. Renewal in the east (03:08)
2. Dura Europos (04:24)
3. Purpleborn (04:49)
4. Mystical majesty (03:53)
5. One fatal enterprise (05:04)
6. The underground temples of Mythras (05:14)
7. Oathbreaker (04:30)
8. Roma Aeterna (04:36)
9. Destroyers of the world (05:59)


 Francesco Romeggini

VOTO

70


 


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