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Alien Youth
alternative
2001 - Ardent Records
(USA)
www.myspace.com/skilletmusic

 

Uno dei gruppi più influenti nella scena della musica cristiana americana e' sicuramente quello degli Skillet. A molti il loro nome sembrerà strano (dato che vuol dire padella), ma c'è una spiegazione per questo: gli Skillet vogliono essere come una padella nella quale si possono inserire diversi ingredienti per creare ricette diverse le une dalle altre. Non intendo dire che gli Skillet siano esperti culinari, ma che sono come una padella in quanto cambiano genere in ogni loro uscita. Con "Alien Youth" creano un album di transizione tra lo stile del loro album precedente ("Invincible"), che era industrial, e il successivo "Collide", più sul metal. Un Cd molto potente caratterizzato da chitarre distorte in primo piano, ritmi di batteria forsennata, e tastiere e loops in sottofondo.

La opener è la title-track e fa da introduzione perfetta, con i suoi ritmi trascinanti e vocals distorte. Questa traccia apre il semi-concept dell'album, che paragona la gioventù cristiana a degli alieni che devono invadere il mondo. La traccia seguente è Vapor, che è molto simile a ciò che gli Skillet faranno nell'album seguente. Seguono Earth invasion, bella song che continua sulla scia della opener, spiegando come i ragazzi cristiani dovrebbero invadere il mondo con l'aiuto di Dio. Un po' ripetitiva però... Come seguito abbiamo You are my hope, la prima ballad dell'album, pezzo che rimarca la prima volta che gli Skillet fanno uso della voce della tastierista (che è anche moglie del cantante). Eating me away e Kill me heal me sono i due pezzi forti del progetto; è molto presente l'influsso industrial. Ed ora arriviamo a The thirst is taking over, un pezzo puramente industrial con solo vocal e synth, tranne nel ritornello in cui sono presenti chitarre distortissime al posto dei synth. Un pezzo che vi farà salire i brividi sulla schiena, specialmente verso la fine, quando entra la batteria. A mio parere è uno dei migliori brani del repertorio del gruppo. Seguono One real thing, che serve per togliere quell'aria angosciante lasciata dal pezzo precedente, Stronger e Rippin' me off, che sono altri due pezzi forti con influssi tecno e industrial. Come ultimi due troviamo Will you be there, altra ballad, molto bella, e Come my way, realizzata interamente col pianoforte. Ottima closer.

Di sicuro questo album piacerà molto agli amanti dell'industrial moderno e dell'alternative. Per quanto riguarda i fan del metal più classico, o dell'industrial più vecchio, non credo proprio che faccia per voi. Ma un'ascoltatina non fa male a nessuno. Specialmente a questo che è a mio parere il miglior lavoro degli Skillet.

Christopher Warman

VOTO

90

 

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