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Comatose
alternative
2006 - Lave Records / Atlantic Records
(USA)
www.myspace.com/skilletmusic

 

"Comatose" è il settimo album della prolifica band di Memphis, che sorprende ogni volta miscelando più generi all’interno dello stesso disco. In questo full-length vi un perfetto equilibrio tra il classico alternative e il metal sinfonico, con tutte le relative orchestrazioni. Rebirthing, la prima traccia, dimostra proprio quello che ho appena descritto: tra i corposi riff di chitarra si inseriscono morbide le note degli archi. Ottima struttura compositiva, condita da un buon assolo di chitarra nel finale, e questa è una novità. In "Comatose" ci saranno altri assoli come quelli che si possono ascoltare tranquillamente in gruppi che suonano un metal classico e non alternative. Si prosegue poi con The last night, un continuo alternarsi di mood, prima decadenti grazie agli arpeggi di pianoforte e poi decisamente più solari nel refrain. Spazio anche per una luminosissima ballad in acustico con la terza traccia Yours to hold.

Si cambia totalmente genere con Better than drugs, qui scompaiono le orchestrazioni, a scapito di riff punk oriented (succede lo stesso in Those night, settima traccia), per arrivare poi ad un classico solo hard’n’heavy. Belle le lyrics del refrain: "You're better than drugs / Your love is like wine / Feel you comin' on so fast / Feel you comin' to get me high / You're better than drugs / Addicted for life / Feel you comin' on so fast / Feel you comin' on to get me high". La title-track, Comatose, presenta grazie alle melodie sinfoniche qualche sonorità gothic, ma si tratta per lo più di un pezzo puramente alternative molto orecchiabile; ma niente in confronto con The older I get e Say goodbye, che di metal non hanno praticamente nulla, classici pezzi commerciali tendenti all’emo. Si possono poi ascoltare ancora riff decadenti in Falling inside the black e Whispers in the dark, quest’ultimo uno degli episodi più belli dell’album.

Piuttosto deludente il brano di conclusione, Looking for angels, a mio parere troppo elettronico, scialbo… e rap (ahimè!). Nel complesso, come al solito c’è da ammirare la fantasia compositiva della band, ma nonostante ciò manca un po’ di originalità e soprattutto non ci sono molti miglioramenti rispetto ai precedenti. Un disco piacevole da ascoltare, ma di certo non grida al miracolo.

Daniele Fuligno

VOTO

77

 

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