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Gli Ep "Sentença" e
"Condenação"
realizzati alcuni anni dopo la fondazione del sodalizio, ed ecco che
poi i quattro christian
deathster brasiliani hanno iniziato a far sul serio rilasciando nel 2002
ben due full-length: "Apocalipse" è il primo. Puro, marcio, cupo,
violento e rabbioso death metal è il sound dei sudamericani, impastato
solo con insistite partiture death'n'roll: l'amalgama che ne deriva è
incorniciata in una produzione discreta ma il cui sonoro non valorizza
di certo la potenza strumentale che si sarebbe voluta esprimere.
Scrittura dei brani mai troppo ripetitiva, il difetto principale di "Apocalipse"
risiede a mio avviso nella contenuta intensità delle sfuriate, affatto
distruttive. Per il resto ci troviamo all'ascolto di un album non
memorabile, ma decisamente piacevole.
Apocalipse apre le macabre danze
attraverso un arpeggio senza luce che si incunea tra rilassate chitarre,
ciò terminerà al sopraggiungere del profondo growl del vocalist Gustavo
Daher, e della ritmica cadenzata, resa varia da un breve accenno
black-oriented e dal classico intreccio vocale di growl e scream; molto
apprezzabili gli assoli del buon chitarrista Luiz Rodrigues Viana Júnior.
Sicuramente più seminale e massiccia piomba nel calderone Caos
mundano, chiusa in death'n'roll infarcito di un ottimo solo; oscura e tirata, almeno fin dove l'act riesce a spingere,
Ressurgir das trevas. Le tenebre pervadono Condenação
tra chitarra ronzante, blastbeat ed un crepuscolo doom, mentre nella
mera death'n'roll Vícios malditos è da rimarcare
l'infervorata prestazione vocale del singer. Siamo nel mezzo del fosco e ferino percorso, e facciamo conoscenza
con la turbinosa quanto
ben intessuta Sabedoria ove protagonista è sul finale il
drumming, seguita dalla feroce ed articolata Soberano poder,
aperta e chiusa da autentiche "legnate". Una vaga melodia si staglia tra
le voglie di telluricità di Dor pelo pecado, il growl se ne infatua
e la segue a ruota arrivando a generare, all'interno di un rilassamento
doom, addirittura un mezzo refrain. Esordio di basso e lunghi ringhi per
Esgotão; stop and go di grind con super assolo finale nel
cadenzato death'n'roll, per la decima e terminale Lamentação.
Liriche in portoghese ed in pieno trademark
di christian death brasiliano, ovvero ricco di denuncie sociali in chiave
escatologica, cristocentrica ed antisatanica ("Apocalipse, Apocalipse. /
Guerras, poder, terrorismo, / O mundo nos odeia, / Caos Social, a
podridão, / É o que satã quer pra você. / Drogas, vícios, insanidade, /
Destrua sua mente, / A overdose é o seu destino, / É o que satã quer pra
você. / O Todo Poderoso, / Pois aflições, / Irão sofrer, / Lamentarão a
morte eterna"; oppure: "Morte à Lúcifer; / Morte a luxúria e ao pecado.
/ Condenação ao diabo, E ao reino das trevas, / O lago de enxofre será
seu lugar, / Jesus Cristo sua morte declarou, / E seu crâmio Ele esmagou;
/ Condenação") per una band piuttosto canonica e derivativa ma lo stesso
interessante, nella speranza che il come back "Sepultura" si sia
potuto giovare di un suono più potente: così fosse, e tale evoluzione
riservasse il futuro, degli Skymetal risentirete parlare qui in
toni assai più entusiastici.
Vaake
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