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A neanche un anno di distanza dalla terza release
pubblicata, gli Skymetal tornano sulla scena con un full-length
decisamente interessante. Stiamo parlando di "Sepultura", lavoro
che conferma i nostri come band brutal-grind presentando brani
decisamente veloci e pesanti, e growlati potentemente emessi da una voce
puramente antidemonica (tra l'altro è molto evidente la somiglianza
musicale tra questa band e i connazionali Antidemon).
Le undici tracce proposte offrono al pubblico un alternarsi di
death-brutal abbastanza lineare, con stacchi strumentali qua e là a
volte heavy a volte thrash, che danno un leggero dinamismo a un Cd nel
complesso buono e ben strutturato, anche se per certi aspetti lievemente
ripetitivo. Si parte con un Intro di nome e di fatto, un
growl bestiale introduce, parlando, a Salário do pecado,
la quale insieme alla successiva Tormento apre il Cd con
un brutal potente, bucato da assoli di chitarra decisamente tecnici; la
successiva Sepultura trasmette carica con efficacia, e con
ritmiche tendenti al thrash si propone come il brano più riuscito del
disco. Si prosegue con Maldita adoração, da sottolineare
uno strumentale molto ben strutturato che tende marcatamente all'heavy
in alcune parti, per poi passare alle malinconiche Condição
desumana e Libertação das trevas, le quali
entrambe iniziano con un triste arpeggio di chitarra pulita sfociando
poi nel brutal che ormai conosciamo. Escravos mundanos
prosegue sulla solita scia stilistica, come la veloce e violenta
Laços malignos e la più lenta e dinamica Morte. A
chiudere questo Cd ci pensa Majestade, con ritmiche sempre
brutal ma puntate molto sul thrash, dando quindi varietà al lavoro, che
pur restando fisso su un brutal lineare sperimenta leggermente anche i
citati generi.
Testi in brasiliano pienamente incentrati sull'odio verso il peccato e
sull'esortazione al ravvedimento e alla fede in Gesù (Se arrependa dessa
vida de pecado / e se entregue ao único Senhor; / condenado a morte
eterna / venha viver / livre-se do mundo / e siga a Cristo / o Senhor e
Salvador) accompagnano un Cd sia pure non perfetto ma con buone idee da
offrire, di ottima tecnica (in particolare un lavoro chitarristico
ritmico e solista veramente efficace) e potenza, consigliabile per tutti
gli appassionati del brutal death metal.
Francesco Romeggini
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