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Era nell’aria che gli olandesoni Slechtvalk
dovessero partorire uno dei dischi unblack più belli di sempre. C’erano
andati molto vicino con il precedente "At The Dawn Of War", e
stavolta centrano l’obiettivo, alla grande. Che poi unblack è solo per
dare un’etichetta, dato che i nederlandesi possiedono la melodia del
metallo classico, la grandeur del power, la solennità del viking, ecc.
ecc...
Si parte con Tamers of the seas
sinfonica e melodica, piena di variazioni eppure incredibilmente
compatta. Forsaken (titolo non a caso) riprende le
sonorità norvegesi dei primi ’90 (Ulver in particolare),
versandole in precisione, tecnica e pulizia del suono; il risultato è
trascinantissimo, ascoltare al massimo volume per credere... La seguente
Desolate è un altro piccolo capolavoro compositivo, con i
suoi crescendo e la struggente malinconia che la permea. Divided
by malice è una song sofferta con elementi di ballata folk. Da
brividi. In Allegiance i nostri lavorano di cesello,
omaggiando i Metallica più epici e dark, il finale è
indimenticabile. Enthroned alterna parti cadenzate ed
accelerazioni killer, poi tocca alla Via dolorosa degli
Slechtvalk: Bewailed, una potenziale hit con una presa
quasi catchy, come se tali termini potessero essere utilizzati
impunemente in questi ambiti musicali. Farà storia. Towards the
dawn è un mid-tempo molto evocativo, altra gran tessera di un
sublime mosaico. La classica e narrante Vengance of a scorned king
chiude degnamente l’opera
Un disco che rasenta la perfezione abbinando perizia tecnica ed
emozionalità intensa. Da avere, assolutamente.
Daniele E.
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