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SLECHTVALK
Falconry
 
SLECHTVALK
The War That Plagues The Lands
 
SLECHTVALK
Thunder Of War
 
SLECHTVALK
At The Dawn Of War
 
SLECHTVALK
A Forlorn Throne
 
 

 

SLECHTVALK
An Era Of Bloodshed
unblack
2009 - Whirlwind Records
(Olanda)
www.myspace.com/slechtvalkofficialmyspace

 

In uno stato di progressiva impazienza per "A Forlorn Throne", il nuovo full dell'act olandese ad un lustro dal capolavoro "At The Dawn Of War", i fans degli Slechtvalk possono compensare un poco l'attesa con questo Best Of, che esce per la teutonica Whirlwind Records e che segna il rientro definitivo del moniker nel grembo della scena christian metal (attestato anche dalla presenza al penultimo Nordic Fest e quella al prossimo Elements Of Rock), grembo materno dal quale la band si era tuttavia allontanata per le ben note vicissitudini scaturite dalla politica della precedente, ora non più esistente, etichetta.

Le prime tre tracce del Cd sono attinte dall'emozionale "Falconry" del 2000, My bleeding heart, Consumed by flames e In hell I burn; è in particolare l'opener a colpire - ancora una volta - dritta al cuore. La quarta Storms era in "Chaos & Warfare", il bello split con i Kekal prima maniera, poi ecco un trittico da "The War That Plagues The Lands", ossia From behind the trees, My last call (11 minuti di mood devastante) e And thus it burns. Si passa così a quello che è ritenuto il masterpiece della band, in "viking" style, ovviamente "At The Dawn Of War", ed i brani scelti sono il celebre singolo Thunder of war e On the eve of battle. Ancora dal debut "Falconry" viene mutuata Cries of the haunted, ma stavolta in versione riregistrata, senza quindi la drum machine, e si sente: tutta l'esecuzione è molto più pulita, a livello emozionale tuttavia non si percepisce sostanziale differenza. A concludere la compilation finalmente tre inediti: Hounds of battle, Towards the dawn e War of the ancients. Qui entriamo più nel dettaglio: la prima song dall'intro temporalesca presenta innovazioni nel sound death oriented, composizione sbrigativa che non convince granché. Interessante comunque l'innesto della cornamusa ad opera del guest Sevan Kirder degli Eluveitie. Towards the dawn è composta di oltre otto minuti di tastiera drammatica in apertura e poi mid-tempo epico con influenze e riffing death, ma anche coralità baritone. Bell'episodio, in linea stilistica con Hounds of battle, e chissà che non significhi una svolta del sound che andremo a ritrovare anche nel full prossimo venturo. A concludere una strumentale di oltre 4 minuti, War of the ancients di sole struggenti e tecniche note di piano.

Release per fans collezionisti, ampiamente condivisibile la scelta dei vecchi brani, quanto invece alle tre nuove tracce direi che non entusiasmano ma neanche deludono, il che paradossalmente implementa l'attesa di "A Forlorn Throne", ma ormai il 31 maggio non è lontano.

Vaake

VOTO

78

 

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