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In uno stato di progressiva impazienza per "A
Forlorn Throne", il nuovo full dell'act olandese ad un lustro dal
capolavoro "At The Dawn Of War", i fans degli Slechtvalk
possono compensare un poco l'attesa con questo Best Of, che esce per la
teutonica Whirlwind Records e che segna il rientro definitivo del
moniker nel grembo della scena christian metal (attestato anche dalla
presenza al penultimo Nordic Fest e quella al prossimo Elements Of
Rock), grembo materno dal quale la band si era tuttavia allontanata per
le ben note vicissitudini scaturite dalla politica della precedente, ora
non più esistente, etichetta.
Le prime tre tracce del Cd sono attinte
dall'emozionale "Falconry" del 2000, My bleeding heart,
Consumed by flames e In hell I burn; è in
particolare l'opener a colpire - ancora una volta - dritta al cuore. La
quarta Storms era in "Chaos & Warfare", il bello
split con i Kekal prima maniera, poi ecco un trittico da "The
War That Plagues The Lands", ossia From behind the trees,
My last call (11 minuti di mood devastante) e And
thus it burns. Si passa così a quello che è ritenuto il
masterpiece della band, in "viking" style, ovviamente "At The Dawn Of
War", ed i brani scelti sono il celebre singolo Thunder of war
e On the eve of battle. Ancora dal debut "Falconry"
viene mutuata Cries of the haunted, ma stavolta in
versione riregistrata, senza quindi la drum machine, e si sente: tutta
l'esecuzione è molto più pulita, a livello emozionale tuttavia non si
percepisce sostanziale differenza. A concludere la compilation
finalmente tre inediti: Hounds of battle, Towards
the dawn e War of the ancients. Qui entriamo più
nel dettaglio: la prima song dall'intro temporalesca presenta
innovazioni nel sound death oriented, composizione sbrigativa che non
convince granché. Interessante comunque l'innesto della cornamusa ad
opera del guest Sevan Kirder degli Eluveitie. Towards the
dawn è composta di oltre otto minuti di tastiera drammatica in
apertura e poi mid-tempo epico con influenze e riffing death, ma anche
coralità baritone. Bell'episodio, in linea stilistica con Hounds
of battle, e chissà che non significhi una svolta del sound che
andremo a ritrovare anche nel full prossimo venturo. A concludere una
strumentale di oltre 4 minuti, War of the ancients di sole
struggenti e tecniche note di piano.
Release per fans collezionisti, ampiamente
condivisibile la scelta dei vecchi brani, quanto invece alle tre nuove
tracce direi che non entusiasmano ma neanche deludono, il che
paradossalmente implementa l'attesa di "A Forlorn Throne", ma
ormai il 31 maggio non è lontano.
Vaake
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