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SLECHTVALK
Falconry
 
SLECHTVALK
The War That Plagues The Lands
 
SLECHTVALK
Thunder Of War
 
SLECHTVALK
An Era Of Bloodshed
 
SLECHTVALK
A Forlorn Throne
 
 

 

SLECHTVALK
At The Dawn Of War
unblack
2005 - N.C.
(Olanda)
www.myspace.com/slechtvalkofficialmyspace

 

Gli Slechtvalk sono olandesi, debuttano sotto forma di one man band (l'allora solo ventenne Shamgar, - tutt'ora leader, songwriter, voce e chitarra - ma con la presenza di diversi guest) nel 2000 col sorprendente "Falconry"; la line-up si amplia fino ad arrivare ai sei membri (più un'altra, Meallá, che fa da "The Dancer" con spade e pugnali durante i live) di "The War That Plagues The Lands". Dopo lo split coi Kekal ("Chaos & Warfare") del 2002 nel quale recitano la parte del leone, se ne escono con l'osannato citato "The War That Plagues The Lands", un lavoro di black melodico dalle molte tinte dark, dettate tra l'altro dalla incessante presenza dei gorgheggi e vocalizzi di una soprano. A tre anni di distanza da quella pietra miliare eccoli riuscire finalmente con questo "At The Dawn Of War", album molto atteso che fortunatamente non delude proprio alcuna aspettativa. Subito si nota una grande novità che per chi conosceva a fondo la band non avrà sorpreso più di tanto: il look è diventato puro folk style e gli epici testi trattano della guerra (intesa anche metaforicamente) per "The King", il Yeshua - Gesù in aramaico - dei Thanks del booklet; e folkeggiante si è fatto anche il sound dove acquistano spazio maggiore momenti epicicori e cantati solenni-baritoni, il tutto - va detto - a scapito della soprano, che ha un ruolo assai meno centrale, e delle atmosfere dark. Questo insomma sarebbe un pur disco di "viking metal", ma ovvio che parlare di viking cristiano è un ossimoro insolubile almeno quanto parlare di black cristiano, per cui questo è e resta un disco unblack con massicce influenze folk ed epiche, e non può essere definito diversamente a rigor di logica.

Musicalmente parlando invece, "At The Dawn Of War" non lascia adito ad alcun dubbio, si tratta oggettivamente di un capolavoro, oltretutto prodotto in modo superlativo. Apre la purissima folk ambient strumentale From out of the mist we came forth, che vuol dunque subito mettere in chiaro l'evoluzione della band, e se questo non bastasse per essere proprio espliciti la successiva Call to arms ha nell'intro una cavalcata, nitriti e lirica femminile!, per poi distendersi nel black melodico e tiratissimo, con baritono e female vocal spesso presenti, per oltre otto minuti. Nessun intiepedimento qualitativo vi è con Mortal serenity, aggressivissima ed epica, edulcorata da passaggi più posati, chiude con atmosfere sovraccariche di pathos. Un poco anonima risulta invece On the eve of battle. Ecco, da qui in poi l'album diventa davvero impressionante! Dalle incredibili melodie chitarristiche e tastieristiche di Besieged, alla lenta (quasi doom), sofferta, dalle esaltanti coralità epiche, ed emozionale The spoils of treason si giunge al furibondo singolo apripista, Thunder of war, black tecnico e tirato in iper-tempo all'umanamente possibile, dai vocals dai timbri bassi, magniloquenti e adrenalinici, e dalle accelerazioni ed esplosioni strumentali conturbanti. Altrettanto strepitosa ma più votata alla ricerca dell'atmosfera e alla manipolazione forzata degli stati d'animo è la superba Black raven death.

Una piccolissima flessione forse la si ha con Desertion, violenta ma fin troppo complessa e poco d'impatto; non ci importa però dato che subito dopo c'è l'immensa Under a moonlit sky, epica e malinconica in cui stordente è l'intreccio in cui coro baritono, voce femminile e scream vanno a creare sensazioni di una bellezza commovente. Chiude la bonus Cries of the haunted; aggiunta superflua? No no, una delle migliori tracce del lotto! Produzione perfetta, esecuzione perfetta, artwork all'altezza di tutto il resto. Se amate il genere è cosa certa: non c'è alcuna possibilità non restiate a bocca aperta.

Vaake

VOTO

94

"Upon The Fields Of Battle"

Come se tutto ciò non bastasse per la limited edition in digipack c'è anche il professionalissimo Dvd "Upon The Fields Of Battle", davvero una sorpresa: potete comprarlo anche separatamente. "Upon The Fields Of Battle" oltre a contenere l'ottimo montaggio del lungo ed interessante Behind the scenes, un bel video di Thunder of war nonchè la Photo Gallery, propone per intero un clamoroso concerto tenutosi in Olanda, piuttosto affollato, dalla sorprendente produzione e dagli apprezzabili suoni e riprese (anche se volendo proprio essere pignoli va detto che il mixaggio penalizza un po' il risultato complessivo a causa di un non perfetto bilanciamento dei suoni); caratteristiche che non posso non definire inattese per un Dvd di una band così di nicchia e quindi con pochi euro investibili, ma sembra evidente come la loro label compatriota abbia deciso di puntare forte su questo gruppo. Come se la cavano dunque i nostri in tal live che ripropone tutto "The War That Plagues The Lands" oltre che un paio di tracce del nuovo lavoro? Diciamo che, supportati da una coreografia curatissima e da un pubblico a dir poco eccitato, danno decisamente spettacolo!

Voto: 88

 

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