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Progetto solista dark ambient del livido e
fragoroso torrente in piena Napalm Dave (in passato nei Reality
Collapsed e Insomnia Mind Collapse, ora anche nel drone
project Consumed By Fire...Drenched In Blood), e come lo stesso
statunitense scrive sul proprio Space "SomberGravity è uno sfogo,
è per me il mezzo per liberarmi dalla mia depressione, ansia, insonnia,
dal ricordo di un passato di dipendenza da droghe, ed è anche un modo
per esprimere sentimenti che normalmente non sarei in grado di
esprimere, che riguardano l'essere in sé, la manifestazione del
subconscio che veicola oltre il regno del consapevole, i suoni che si
nascondono dietro la realtà, la mia realtà, che è verde e nera, buio e
luce; non lasciate che la visione ed i suoni di questa pagina vi
ingannino, Dio può essere trovato anche nelle più buio dei luoghi". I
SomberGravity nascono nel 2008, dopo che i problemi con la label
degli Insomnia Mind Collapse avevano portato il Nostro a smettere
di comporre, ma da quando il nuovo monicker è nato non ha più smesso di
proliferare: la cristiana drone dark ambient Subversive Song Recordings
in questi mesi ne ha pubblicato (in free download) ben quattro lavori
più un paio di split con in christian drone Siltwater.
"Soul On Departure 777" è un orfico quanto
spirituale viaggio interiore diviso in sei fasi, introdotto dalle
fluttuazioni oniriche di Phase(1) Life grew dark, one day soon
che si perpetrano in Phase(2) Anxiety, sanity slowly
drowning ove si fanno più riecheggianti e visionarie, adagiate
su un gelido manto tastieroso. I suoni sintetici iniziano a farsi
taglienti e saturi con Phase(3) Lack of sleep, full blown
psychotic breakdown e qui ascensioni futuriste sincopate si
dividono l'orizzonte percettivo con minimalismi e intense oscurità, per
chiudere con l'ipnotica spirale di suoni elicoidali. Meno riuscita la
quarta tappa, Phase(4) Pray for those whom died, can never be
taken back, circa otto minuti e mezzo di lento incedere
industriale con rigurgiti abissali, turbinii sonori, magmatismi, privi
però di una sostanziale armonia complessiva. La tuttavia prolissa
Phase(5) The light has shined down, suicide for redemption
introduce novità interessanti: accenni di speranza subissati presto da
sorde fatali percussioni, viatici intrisi di insidie e carichi di
pathos, effetti ventosi, ma in tanta tensione non si ha mai l'attesa
svolta. A condurci al crepuscolo di questo introspettivo trip dell'anima
sono gli oltre 13 minuti di Phase(6) The Lord has forgiven, soul
on departure 777, un loop di tre effetti portanti: digitalità,
rotazioni cicliche a fendere l'aere e caoticità arrangiamentale, con
interludi minimali o solenni.
Disco che a tratti convince appieno, ma che in
altri sembra impantanarsi e non riuscire ad esprimere tutta
l'emozionalità che porta in nuce. Buonissimi passaggi si alternano a
ridondanze evitabili, per un lavoro di dark ambient drone che risulta
non perfetto ma tuttavia, nel complesso, soddisfacente.
Vaake
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