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SOMBERGRAVITY
Soul On Departure 777
dark ambient
2008 - Subversive Song Recordings
(USA)
www.myspace.com/dave80tunes

 

Progetto solista dark ambient del livido e fragoroso torrente in piena Napalm Dave (in passato nei Reality Collapsed e Insomnia Mind Collapse, ora anche nel drone project Consumed By Fire...Drenched In Blood), e come lo stesso statunitense scrive sul proprio Space "SomberGravity è uno sfogo, è per me il mezzo per liberarmi dalla mia depressione, ansia, insonnia, dal ricordo di un passato di dipendenza da droghe, ed è anche un modo per esprimere sentimenti che normalmente non sarei in grado di esprimere, che riguardano l'essere in sé, la manifestazione del subconscio che veicola oltre il regno del consapevole, i suoni che si nascondono dietro la realtà, la mia realtà, che è verde e nera, buio e luce; non lasciate che la visione ed i suoni di questa pagina vi ingannino, Dio può essere trovato anche nelle più buio dei luoghi". I SomberGravity nascono nel 2008, dopo che i problemi con la label degli Insomnia Mind Collapse avevano portato il Nostro a smettere di comporre, ma da quando il nuovo monicker è nato non ha più smesso di proliferare: la cristiana drone dark ambient Subversive Song Recordings in questi mesi ne ha pubblicato (in free download) ben quattro lavori più un paio di split con in christian drone Siltwater.

"Soul On Departure 777" è un orfico quanto spirituale viaggio interiore diviso in sei fasi, introdotto dalle fluttuazioni oniriche di Phase(1) Life grew dark, one day soon che si perpetrano in Phase(2) Anxiety, sanity slowly drowning ove si fanno più riecheggianti e visionarie, adagiate su un gelido manto tastieroso. I suoni sintetici iniziano a farsi taglienti e saturi con Phase(3) Lack of sleep, full blown psychotic breakdown e qui ascensioni futuriste sincopate si dividono l'orizzonte percettivo con minimalismi e intense oscurità, per chiudere con l'ipnotica spirale di suoni elicoidali. Meno riuscita la quarta tappa, Phase(4) Pray for those whom died, can never be taken back, circa otto minuti e mezzo di lento incedere industriale con rigurgiti abissali, turbinii sonori, magmatismi, privi però di una sostanziale armonia complessiva. La tuttavia prolissa Phase(5) The light has shined down, suicide for redemption introduce novità interessanti: accenni di speranza subissati presto da sorde fatali percussioni, viatici intrisi di insidie e carichi di pathos, effetti ventosi, ma in tanta tensione non si ha mai l'attesa svolta. A condurci al crepuscolo di questo introspettivo trip dell'anima sono gli oltre 13 minuti di Phase(6) The Lord has forgiven, soul on departure 777, un loop di tre effetti portanti: digitalità, rotazioni cicliche a fendere l'aere e caoticità arrangiamentale, con interludi minimali o solenni.

Disco che a tratti convince appieno, ma che in altri sembra impantanarsi e non riuscire ad esprimere tutta l'emozionalità che porta in nuce. Buonissimi passaggi si alternano a ridondanze evitabili, per un lavoro di dark ambient drone che risulta non perfetto ma tuttavia, nel complesso, soddisfacente.

Vaake

VOTO

72

 

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