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SORROWSTORM
Funeral Oath
 
SORROWSTORM
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SORROWSTORM
Caverns Of Grief
unblack
2002 - Dysmorphic Records
(Panama)
www.myspace.com/sorrowstorm

 

"Caverns Of Grief" costituisce il debut ma anche finora l'unico full-length per questa unblack band panamense che ci ha comunque già donato due pepite di caratura. L'Ep "Funeral Oath", che seguirà ben presto, sarà infatti altro buonissimo lavoro, più o meno sul livello di questo album di 44 minuti di raw black metal, anche se non tutto marcio in quanto aperto a diverse melodie e inattese sorprese. La produzione malvagia non è, anche se non valorizza appieno la potenza di fuoco del testosteronico ensemble centroamericano: vario il songwriting, notevole la tecnica percussionistica di Felipe Diez III degli Encryptor, interessanti le sovraincisioni di screaming, anche se è proprio il timbro vocale, opera dello stesso Felipe, a destare qualche dubbio: senza infamia né lode. Le lyrics tendenzialmente introspettive e ricche di immagini vertono intorno al peccato, alla perdizione, all'anti-Satana e alla gloria di Dio, ma si occupano anche del dramma interiore e più in generale del dramma totale che ha per teatro il pianeta Terra: "Uncharted lands beyond me, and climates of the past / Differing in contents, where God's creation lasts / Everywhere in cities and towns beneath the sky / Evil men are living and worshipping their lies / Stirring, oppression, destruction of our homes / Breeding those who engage in war with fathers of their own / Ascending to power to torment those below / These evil men obey their flesh".

Ritmica furiosa e stentorea seppur ronzante nell'attacco dell'opener Breed the tyrants che propone anche inserti sintetici, partiture black melodiche, altre grezze oscure, black'n'roll e persino accenni viking. Non manca l'assolo né tantomeno micidiali stacchi percussionistici, oltre che un adagiamento doom. La traccia colpisce per varietà, oltretutto ben amalgamata. Oscura e carica di pathos, con coretto etereo e aggressioni old-school è Nocturnal apparition in cui compaiono anche growl e tastiere sinfoniche. Non solo eteree ma addirittura fusion sono alcune note di Enslaver of hateful souls, la devastazione black che ne seguirà porterà con sé un giro armonico fascinoso e aperture epicheggianti. Cambi di tempo e stacco tecnico introducono un nuovo momento folk-oriented. The arduous warpath è song marcia, con belle sovraincisioni di screaming, nonostante un finale sognante. In Caverns of grief il leitmotiv è un synth sinfonicheggiante in ritmiche alternate, mentre a dare l'impronta a Silent plagues è uno spesso tappeto tastieristico. Inquietudine e una certa malinconia decadente emergono in Ensemble of perdition, ove sempre protagonista è il drumming di Diez, brano questo che può vantare anche un minuto coro clean e tendenze opethiane. La finale Chanting the last passages alterna assalti ferali a rallentamenti melodici, il tutto andrà a sfumare.

Un'altra addestratissima milizia armata è andata dunque a rinserrare le fila della sempre più corposa, zelante e talentuosa legione unblack metal mondiale. I due Cd dei Sorrowstorm sono ad ora introvabili, ma avete comunque la possibilità di ascoltarli entrambi nella collection che li raggruppa, con tanto di piccole chicche in surplus, ovvero la recente "Collected Works" edita dalla Bombworks.

Vaake

VOTO

83

 

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