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SOTAHUUTO
Sotahuuto
 
SOTAHUUTO
Vastarintaan
 
INTERVISTA
16/7/2009
 
 

 

SOTAHUUTO
Ihmisen Jälki
deathcore
2007 - Maanalainen Levykauppa
(Finlandia)
www.myspace.com/sotahuuto

 

Per chi non conoscesse questo quintetto nordeuropeo (finnico, per la precisione) occorre dire che nacque col monicker Catrabbits, e dopo aver pubblicato tre album si è spento rinascendo poi col nome attuale, pubblicando un disco omonimo e il presente "Ihmisen Jälki". Rispetto ai precedenti lavori si può notare come gli ex Catrabbits siano cresciuti, e abbiano trovato quello che è il loro stile migliore, un deathcore molto possente e cupo, che prende il meglio dall'hardcore d'oltreoceano unito alla violenza e alla tecnica del death delle terre del Nord Europa. Si sente subito questa carica travolgente già dai primi secondi di Tieda mika olet, che irrompe con possenti riff di chitarra ritmica e doppia cassa a martellare dall'inizio alla fine. Ottime anche le parti in cui la chitarra solista si distacca completamente dai riff della ritmica. Una pecca di questo disco è che chi volesse leggere le lyrics dei brani sarà costretto a cercare in giro per il web una traduzione in inglese, dato che le canzoni sono scritte tutte nella lingua madre della band.

Passiamo a Ihmisen jälki, la title track, un pezzo davvero azzeccato per tenere alto il nome del disco, che ci viene dato subito, al secondo ascolto, senza perdere tempo: un'ottima mistura tra velocità e melodia, tra riff violenti e stacchi melodici ricchi di tecnica, il tutto sempre accompagnato dalla maestosità dei fill di batteria e dalla potenza del growl. Anche la successiva Riita dimostra che i Sotahuuto hanno dato il meglio si sé in questo platter: a differenza della title track questa è più lenta e cupa, con una vena melodica in sottofondo. Passiamo a Vapautat pedon, una bella traccia travolgente ma allo stesso tempo evocativa e malinconica, un binomio perfettamente riuscito grazie anche a una produzione eccellente. Un piccolo problema che si riscontra non solo in questa traccia, ma anche in molte altre, è che spesso la voce perde potenza e non riesce a reggere il confronto con gli intricati e precisi riff di chitarra, che in alcuni passaggi interamente strumentali creano una perfetta atmosfera cupa e tenebrosa. Lopun alku apre con pesanti riff core accompagnati da ottimi colpi di basso e prende una piega molto simile al death europeo distanziandosi dal metalcore americano. Ottimi gli stacchi melodici accompagnati da pianoforte e cori epici, seppur poco tenuti in considerazione e lasciati in un lontano sottofondo, anche là dove potevano essere ben accetti. Proseguendo nell'ascolto del disco è facile rendersi conto del fatto che, come accennato prima, i nostri Sotahuuto sono più vicini al death grezzo e cupo, seppur utilizzato in modo innovativo e preciso, riuscendo sempre a mantenere viva l'attenzione dell'ascoltatore. Un esempio lampante di questo sono le tracce Rajia e Naki, un miscuglio perfetto di death e di potenza core.

Chiudono Omistettu e Vimeinen sana, la prima veloce e violenta, la seconda lenta, cupa e riflessiva, un'ottima chiusura con una differenza elevata tra un brano e l'altro per mantenere sempre alta l'attenzione dell'ascoltatore. In sostanza, siamo di fronte a uno dei tanti casi di innovazione e di fusione di generi apparentemente diversi. Il disco è palesemente più death-oriented, ma anche chi ama il lato del metalcore più duro e martellante sicuramente troverà in questo Cd una buona alternativa.

Francesco Pellegrino

VOTO

74

 

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