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SOTAHUUTO
Ihmisen Jälki
 
SOTAHUUTO
Vastarintaan
 
INTERVISTA
16/7/2009
 
 

 

SOTAHUUTO
Sotahuuto
deathcore
2005 - Metal Union Records
(Finlandia)
www.myspace.com/sotahuuto

 

Da quel di Helsinki, i Sotahuuto sono un sestetto che attinge da Living Sacrifice e Sepultura, conferendo, di proprio, al seminale deathcore che da tali muse scaturisce, un'impronta tenebrosa, resa a tinte ancor più nere dal growl gutturale dell'ottimo Retu, che per timbrica ricorda Mullen dei Suffocation. Non manca il core nel sound dell'ensemble finnico, ma c'è soprattutto tanto death, con ritmiche marmoree e spesso galoppanti sulle clavate di Eero, le cui pelli sono regolate a favorire la cupezza e la ridondanza del suono. I nostri picchiano, e pure forte, ma grazie all'ispirazione e alla varietà del songwriting la loro prepotenza ritmica non rimane sterile prova di forza, ma si sviluppa di continuo e senza tediare all'interno di tutte le testosteroniche composizioni del platter.

Produzione scevra da pecche questa dell'omonimo debut dei Sotahuuto, che si sia al cospetto di un gran bel disco lo si può sospettare già dell'Intro marziale su cui si stende plumbea l'ombra di morte; di lì parte l'assalto sonoro-emozionale: Kapinaan prima e la sincronicamente ondeggiante Käännä mun pää poi, song dalla chiara ispirazione Living Sacrifice di "The Hammering Process". Stupenda è Tuli ("fuoco" in finnico): asfittico mid-tempo, deathcore con vaghi riff swedish e poi drumming ipnotico con chitarra a tessere tenebrose trame; avvinghiante finale, dopo un stacco più canonicamente metalcore dall'oscurità sentenziosa emerge uno spasmodico growl, per un effetto di sicura alterazione epidermica. E come dichiara la band: "This song is about the Holy Ghost. It tells how it affects us and how it gives protection and weapons in spiritual battle". Battaglia spirituale contro l'innata tendenza al male e lotta violenta contro il proprio peccato saranno le linee guida liriche di tutta la release. Pohjalla - brano in cui si invoca l'aiuto di Dio contro l'atto del suicidio - attacca industrial minimale, per poi eruttare in detonazioni ritmiche e dare varietà con filtri vocali ovattati e un suadente giro armonico, prima di devastare di deathcore con innestate fumose influenze In Flames; tellurico incedere, assolo e poi mera violenza per un altro ottimo pezzo del combo scandinavo. Song di raccordo ricca di pathos è la strumentale Untitled instrumental 1, seguita dalla turbinosa death'n'roller Kallio, a mio avviso chiaro omaggio ai compatrioti Deuteronomium. Con Tilinteko si è in pieno death, niente male davvero le evoluzioni chitarristiche lisergiche tra i febbrili riff della title'n'monicker song Sotahuuto ("We who believe in Jesus are often hated and persecuted. This song tells about that and it is meant to be an encouragement for us to keep on fighting for Christ. The fight we fight is in spiritual world". Così spiegano la song scritta in finlandese). Altra empirea ghost track e poi un profluvio emozionale e di songwriting con la stupenda Loppu tulee ("la fine sta arrivando"). Nuovo brano death/thrash in Deuteronomium style, e si chiude con la lunghissima (quasi 10 minuti) Veri dal lungo finale post metal che penetra e tocca nei recessi più profondi dell'animo turbato; "veri" significa "sangue" e "This is also a worship song. It's about the blood of Christ and how it washes our sins away. There's power and salvation in His blood".

Attitudine e testualità archetipe per una christian band ma anche grande sound. A mio avviso la band si migliorerà ancor più col successivo "Ihmisen Jälki" assurgendo di forza al livello delle migliori proposte in ambito deathcore cristiano, direi secondi ai leggendari Mortal Treason, ai maestri Living Sacrifice, ma forse poi a nessun altro.

Vaake

VOTO

84

 

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