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SOTAHUUTO
Sotahuuto
 
SOTAHUUTO
Ihmisen Jälki
 
INTERVISTA
16/7/2009
 
 

 

SOTAHUUTO
Vastarintaan
thrashcore
2009 - Bullroser Records
(Finlandia)
www.myspace.com/sotahuuto

 

Nutrivo aspettative importanti per il nuovo lavoro dei Sotahuuto, avendo particolarmente apprezzato i precedenti full, che sono l’omonimo debut e "Ihmisen Jälki", lavori dal sound deathcore triviale e chirurgico oltre che estremamente cupo, dalla notevole produzione arricchita di preziosismi atmosferici e onirici di matrice scandinava, incluso il riuscito ricorso alla lingua vernacolare: elementi che sommati hanno reso questa band molto differente dai pari genere d’oltreoceano. Data la premessa, considerata la tendenza oggi piuttosto in voga, vista la copertina di questo "Vastarintaan", e avendo ben in mente che due membri dei nostri militano anche nei post-metal/doom Sàwol, mi aspettavo dunque un netto implemento dell’atmosfericità, con magari decise puntate proprio verso il post-metal. Aspettative completamente dissoltesi fin dal primo ascolto dell’ultimogenito in casa della band, che sceglie di variare le proprie coordinate stilistiche orientandole verso il thrash, togliendo così qualche tacca di profondità all’apprezzato growl di Retu e aggiungendo di tanto in tanto i tipici grezzi cori: operazione che ha avuto come conseguenza, oltre al renderli maggiormente ordinari, quella di affievolire il fascino del loro sound.

Che tutto questo sia - piaccia o meno - in essere ce lo fa chiaramente percepire già il duo d’apertura Uhri e Tuhoaja, tracce paradigmatiche del nuovo corso stilistico del combo nordeuropeo, a cui le successive composizioni poco di altro aggiungono: forse lo fa in parte la breve distesa di pathos nella thrashcore Vastarintaan, presente anche nella quinta Peruuttamaton vala; o la chiusa dal mood epico egiziano di Tulenkantaja; il riffing mediorientale tornerà anche nella nona Neljä sodan elementtiä. Niente di troppo diverso, tuttavia decisamente efficace, è la brevissima Väärä auktoriteetti (1:30), ma è con la conclusiva Taistelu jatkuu che giunge, dopo il terzo giro di lancetta, il momento più seducente del lavoro, fatto di tracciati opethiani tra lontane grida e riff carichi di inquieta suspense ad accompagnare alla fine. Per il debutto nella Bullroser viene sfornato un artwork di ottimo livello, che nel booklet per la prima volta affianca al testo finlandese la traduzione in inglese, operazione intelligente che permette così a tutti di apprezzare la bellezza dei testi.

I "grido di battaglia", questo il significato del termine finnico Sotahuuto, pur realizzando un buon disco, violento e tecnicamente lodevole, con "Vastarintaan" deluderanno però diversi vecchi fans, anche se probabilmente se ne faranno di nuovi, chi ama cioè il metalcore classico stile Living Sacrifice orientato però decisamente verso tempistiche thrash con un ricco guitar work solistico degno del genere. Per quanto riguarda invece (no)i disattesi, si spera in un futuro ritorno a quel passato che ha reso quello dei Sotahuuto un nome sebbene poco pronunciato comunque, nel qual caso, sempre affiancato ad attributi lusinghieri, soprattutto per via di una connaturata originalità stilistica, che ora rischia di essere compromessa.

Vaake

VOTO

77

 

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