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Nutrivo aspettative importanti per il nuovo lavoro dei Sotahuuto,
avendo particolarmente apprezzato i precedenti full, che sono l’omonimo debut e
"Ihmisen Jälki", lavori dal sound deathcore triviale e
chirurgico oltre che estremamente cupo, dalla notevole produzione
arricchita di preziosismi atmosferici e onirici di matrice scandinava,
incluso il riuscito ricorso alla lingua vernacolare: elementi che
sommati hanno reso questa
band molto differente dai pari genere d’oltreoceano. Data la premessa,
considerata la tendenza oggi piuttosto in voga, vista la copertina di
questo "Vastarintaan", e avendo ben in mente che due membri dei
nostri militano anche nei post-metal/doom Sàwol, mi aspettavo
dunque un netto implemento dell’atmosfericità, con magari decise puntate
proprio verso il post-metal. Aspettative completamente dissoltesi fin
dal primo ascolto dell’ultimogenito in casa della band, che sceglie di
variare le proprie coordinate stilistiche orientandole verso il thrash,
togliendo così qualche tacca di profondità all’apprezzato growl di Retu
e aggiungendo di tanto in tanto i tipici grezzi cori: operazione che ha
avuto come conseguenza, oltre al renderli maggiormente ordinari, quella
di affievolire il fascino del loro sound.
Che tutto questo sia - piaccia o meno - in essere ce lo fa
chiaramente percepire già il duo d’apertura Uhri e
Tuhoaja, tracce paradigmatiche del nuovo corso stilistico del
combo nordeuropeo, a cui le successive composizioni poco di altro
aggiungono: forse lo fa in parte la breve distesa di pathos nella
thrashcore Vastarintaan, presente anche nella quinta
Peruuttamaton vala; o la chiusa dal mood epico egiziano di
Tulenkantaja; il riffing mediorientale tornerà anche nella
nona Neljä sodan elementtiä. Niente di troppo diverso,
tuttavia decisamente efficace, è la brevissima Väärä auktoriteetti
(1:30), ma è con la conclusiva Taistelu jatkuu che giunge,
dopo il terzo giro di lancetta, il momento più seducente del lavoro,
fatto di tracciati opethiani tra lontane grida e riff carichi di
inquieta suspense ad accompagnare alla fine. Per il debutto nella
Bullroser viene sfornato un artwork di ottimo livello, che nel booklet
per la prima volta affianca al testo finlandese la traduzione in
inglese, operazione intelligente che permette così a tutti di apprezzare
la bellezza dei testi.
I "grido di battaglia", questo il significato del termine
finnico Sotahuuto, pur realizzando un buon disco, violento e
tecnicamente lodevole, con "Vastarintaan" deluderanno però
diversi vecchi fans, anche se probabilmente se ne faranno di nuovi, chi
ama cioè il metalcore classico stile Living Sacrifice orientato
però decisamente verso tempistiche thrash con un ricco guitar work
solistico degno del genere. Per quanto riguarda invece (no)i disattesi,
si spera in un futuro ritorno a quel passato che ha reso quello dei
Sotahuuto un nome sebbene poco pronunciato comunque, nel qual caso,
sempre affiancato ad attributi lusinghieri, soprattutto per via di una
connaturata originalità stilistica, che ora rischia di essere compromessa.
Vaake |