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Semplicemente irresistibile
la proposta di questo giovane combo cileno. Il loro unblack metal
spiazza per freschezza, maturità e fantasia, oltre ad essere completato
da una padronanza degli strumenti che lascia piacevolmente sorpresi,
tenendo conto del non trascurabile fatto che si tratta della loro prima
release in assoluto, e nello specifico di un demo, ma credetemi, vale
davvero la pena di essere ascoltato. I Nostri sfoggiano una proposta
furiosa e di gran classe, che mi ha riportato in mente per certi versi i
primi Abigor misti a echi di Emperor, anche per l’uso
discreto delle tastiere e di una melodia oscura supportata sempre da
partiture di chitarra di prim’ordine, affilate e per nulla scontate,
sempre pronte a tessere una trama di note molto avvolgente. Il gruppo
dimostra di conoscere bene quale sia la formula per tenere sempre alta
l’attenzione dell’ascoltatore e si rivela a proprio agio anche nel
cambiare più volte "tema" con cambi di tempo e di atmosfere, che
comunque rimangono tese dalla prima all’ultima traccia.
L’album si apre con una intro intitolata appunto Intro (Tod in den
ewigen tiefen), molto evocativa nel suo affiancare suoni che
riproducono l’ululare di un vento tempestoso a tastiere, che farà da
preludio alla prima vera traccia, War of rising darkness,
e subito veniamo investiti da una vera e propria tormenta in musica: una
traccia gelida, maestosa, feroce ed evocativa. Le chitarre sembrano
prendere le sembianze di violini suonati e martoriati con una rabbia
inaudita, ma mai fine a se stessa. È una violenza venata di malinconia e
romanticismo quella dei Soterion, e lo si evince anche da alcune
splendide parole urlate dal singer Bruce, che aprono la song con questi
versi molto efficaci:
"Battle in the blackest age, the fog of war /
Infernal legions are hating /
Pleasure of agony blinds our eyes /
Fooled by the cursed spells inside /
Rain of blood burns, bleeding moon /
All this power, why can’t you see". Parole fiere, combattive, che ben si sposano con la loro proposta
musicale così intensa e coinvolgente, come verrà dimostrato anche dalla
seguente Cult of lies, dove possiamo ammirare una prova
dietro le pelli maiuscola da parte di Carl, davvero incontenibile nel
suo divincolarsi tra rullate assassine, blast-beats e doppia cassa
velocissimi. È davvero un piacere notare che una band al primo demo sia
già così esperta e preparata e dove non ci sia un membro debole
all’interno della band, ma tutti fanno bella mostra di sé sia come
compositori che come musicisti in senso stretto. Si prosegue con
Hypocrisy (Inner God), buona però non quanto le precedenti a mio
avviso, ma rimaniamo su livelli comunque più che dignitosi e in più
possiamo notare qualche influsso "thrasheggiante" in alcuni frangenti
che non stona affatto. La chiusura spetta a To reign immortal,
e qui rasentiamo di nuovo il capolavoro. Difatti tutti gli elementi
migliori di questa formazione da me prima descritti vengono rielevati
all’ennesima potenza, e stacchi semi-acustici rompono l’irruenza proprio
dove serve, per ripartire subito dopo con la consueta furia distruttiva
che comunque caratterizza tutto questo "Cult Of Lies".
Insomma, quest’opera si dimostra come una di quelle uscite che
probabilmente non saliranno mai agli onori della ribalta, forse anche
penalizzata dal fatto che si tratta di un demo autoprodotto, con
conseguente minutaggio stringato (e lasciatemelo dire, anche perché non
è il classico black metal devoto alla "capretta con le corna…"), ma io
mi sento in dovere di consigliarla a chiunque voglia dal black metal
oscurità, ottimi riffs, e grande personalità. La mia valutazione
numerica sarebbe stata probabilmente un tantino più alta se solo ci
fosse stato qualche spigolo in meno da limare, ma è cosa assolutamente
normale per una giovane band, quindi nulla di preoccupante. Spero
vivamente di avere presto un loro full-length tra le mani perchè sono
sicuro che i Soterion non deluderanno le mie aspettative. Grande
band, promossa a pieni voti.
Infected
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