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SOUL EMBRACED
This Is My Blood
 
SOUL EMBRACED
Immune
 
 

 

SOUL EMBRACED
Dead Alive
swedecore
2008 - Solid State Records
(USA)
www.myspace.com/soulembraced

 

E' un'inquietante ragazza zombie su uno sfondo rosso funebre ad apparire sulla cover della nuova release dei Soul Embraced. "Dead Alive" segna la reunion e l’allontanamento del gruppo dallo stile metalcore stabilito con "Immune" avvicinandosi leggermente al passato di "This Is My Blood", con cioè un'alta influenza dello swedish death.

E' un oscuro arpeggio acustico ad aprire l’album, che introduce l’arrivo violento di un riff di chitarra elettrica e una batteria esplosiva; entrano poi le vocals di Chad Moore, più arrabbiato che mai, e una solista di chitarra da far resuscitare i morti. Questa era To end it all. Non esaminerò tutte le tracce in quanto molto simili tra loro. Tra le highlight però ci sono, oltre alla già nominata opener: Breaking point, con una bellissima solista finale, The Devil’s reflection e La fin absolue du monde, per i loro breakdown da paura, la furiosa e vendicativa Bloodstained Nevada, e la strumentale In memory, melodica ed acustica al punto giusto. Purtroppo c’è da dire che la seconda metà dell’album è leggermente più debole della prima. Certi brani del platter finiranno per annoiarvi se ascoltati troppe volte, tranne Kill this, che vi annoierà già dopo il primo minuto di ascolto.

Se cercate un album che vi consoli dicendo "Dio è buono, Dio è amore, Dio ci può salvare" allora direi di lasciar perdere questa release! Qui i testi prendono uno sguardo più oscuro al cristianesimo. Direi che ogni brano rispecchi la filosofia che noi siamo umani e che umani = schifo (peccato); lo schifo fa schifo e ognuno, di conseguenza, deve morire. C’è poco senso di speranza nel platter. Mi vengono in mente solamente due pezzi in cui Dio interviene per purificarci dallo "schifo", ma per il resto i temi sono molto oscuri e non consigliabili a chi soffre di qualche tipo di depressione. Lo stile, invece, appare più aggressivo di "Immune", guadagnando quindi per questo qualche voto in più: ci sono molte più soliste e breakdown, ma anche qualche passaggio black. Se cercate un album musicalmente avanzato, con tutta la tecnica che volete, allora questo disco fa per voi. Ma se, come ho già detto, volete un album che vi edifichi spiritualmente o vi faccia sentire bene, allora lasciate perdere.

Christopher Warman

VOTO

76

 

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