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L'Ep "The Fleshless" il full-length "For The Incomplete" e
finalmente è con "This Is My Blood", dalla evocativa
copertina in death style, che si pone sotto i riflettori della scena
mondiale questo progetto di Rocky Gray, chitarrista dei
Living Sacrifice e batterista degli Evanescence, e Lance Garvin, drummer anche lui dei Living Sacrifice,
uniti al growler Chad Moore. L'album propone un death melodico piuttosto
vario, di soli 40 minuti netti ma di ben 13 tracce, in cui troviamo
oltre ai più classici stilemi death dall'afflato swedish, anche chitarre melodiche,
detonazioni metalcore mutuate dalla band madre,
momenti cupi e quasi horrorifici, ma anche voci clean che a tratti
accompagnano il timbro vocale di Moore - una tonalità intermedia e
un po' soffocata tra il growl e lo screaming. Non mancano neppure i guitar solos. Ottimo il lyrics work che, oscuro ed esistenzialista,
tratta la pervasività del
Male (si parla anche di angeli caduti e possessioni) e del peccato
ma alla luce risolutrice del sacrificio di Dio nei panni del Cristo,
agnello immolato: "questo è il mio sangue, versato in sacrificio per
voi, per la nuova ed eterna alleanza"; qui sta il significato del
titolo dell'album, citazione dalla consacrazione eucaristica.Cupe
armonie sonore aprono
e chiudono l'opener I fade away dove il death melodico
chitarristico con growl si apre ad un bel clean vocal e si divide in
momenti death tirati e breakdown. Esplosiva è anche l'apertura di Scorn of
death's kiss che oltre al solito irruento sound contiene
anche attimi di soffuse atmosfere enfatizzate da tetre linee vocali:
termina con dolci note. Un buon assolo per il finale di Helpless in
wither, mentre la successiva Angels with raven hearts
è la traccia più tecnica del Cd grazie ad un paio di fasi death-progressive ed un tagliente assolo, il tutto all'interno di un
muro sonoro detonante. Il death di Evolver è
decisamente robusto e ben inserite sono note melodico-nostalgiche.
In End what has begun il death melodico è di forte
presa mentre nella traccia che subentra, Buried in,
notevole è il clean vocal che a più riprese si presenta, nobilitando la
song. Aggressiva e dai squassanti ed oscuri riff risulta
Cold stares of dead eyes, illuminata però da una melodica
chitarra. La nona My name is legion inizia riportando la
celebrazione di un esorcismo, tema che ne caratterizza il testo, ed
ovviamente qui il death è cupo ed angosciante anche se poi a partire
dall'arioso assolo lo stile si fa più metalcore-esplosivo. Riff
convinti e chitarra melodica lasciano il proscenio di Scars
remain a passaggi rilassati e molto melodici in cui growl e
clean procedono parallelamente: tornano i riffoni ma è solo per poco
perché le malinconiche note chitarristiche che sopraggiungono si
trasformano in un solo decisamente nostalgico. Bell'episodio è
Still as you dove riff stoppati e growl
riecheggiante vengono accantonati a favore di un entusiasmante
lento procedere, grave e buio. Tipicamente swedish è
Kingdom of shadows. Chiude Leech,
imponente e cupa, tirata ed sovrabbondante di bordate, ha un inserto
horrorifico ma è chiusa da un luminoso assolo.
Dopo tale platter i Soul Embraced torneranno (purtroppo)
sui loro passi per riprendere a percorrere una via a loro più
congeniale: il seguente "Immune"
sarà infatti un lavoro metalcore, piuttosto piatto, di sicuro deludente per
chi aveva apprezzato non poco questo old-schooler "This Is My Blood".
Vaake |