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Demo Ep d'esordio per il moniker brasiliano, che
qualunque sia il proseguo della propria carriera artistica resterà
celebre per aver indelebilmente impresso una pagina della storia del
metal cristiano estremo, avendo dato forma e vita al favoloso "None
Should Perish", il migliore brutal death album di sempre per
l'ambito in questione. La band si è formata nel lontano 1997, l'anno
successivo aveva abbozzato una release amatoriale intitolata "World
In Decay", ma il demo d'esordio ufficiale è questo Ep di tre tracce
per 17 minuti, piuttosto scolastico, un semplice rodaggio che porterà la
band a maturare con "Eternal Suffering" per poi spigare con
l'acclamato succitato "None Should Perish", il frutto più
prezioso e prelibato dell'intera semina.
Non c'è molto da dire sulle tre tracce in
questione, sonoro discreto ed esecuzione zoppicante, a farsi notare sono
le accelerazioni e qualche trama più complessa; le parti vocali in growl
e scream (questo scadente) sono tutte di Firás. Nell'opener
Celestial carnage è tutto piuttosto scontato e moscio, sebbene
il repentino cambio di tempo a metà brano desti un po' di attenzione.
Già meglio Divine march, con riff più oscuri e strutture
maggiormente articolate, buon climax nelle parti in blastbeats.
L'episodio migliore è però quello di chiusura, Holocaust of
humanity: attacco in brutal style, la traccia è un susseguirsi
di rallentamenti disadorni eppure compatti, e ripartenze macinanti (nei
limiti della produzione e di una tecnica ancora grezza).
Null'altro dunque che il primo vero esperimento
studio di una band con pochi anni di vita, tuttavia non possiamo non
constatare come la sublimazione che da qui porterà a "None Should
Perish" abbia realisticamente del prodigioso!
Vaake
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