|
Sembra che anche
il fronte cristiano d’oltralpe si stia cominciando a svegliare, e lo fa
con gli Stamina, nati alla fine del 2001 dalle ceneri dei By
Suffering. Il gruppo è formato da ben sette elementi (due front
female vocals, chitarre, batteria e basso), ma tutto ruoto intorno al
mastermind, Gildas Vijay Rousseau, tastierista, corista e anche autore
di tutti i testi e musiche. Il risultato è qualcosa che sorprenderà
piacevolmente tutti coloro che vogliano uscire da schemi predefiniti e
stabili. Qui siamo di fronte ad un’incredibile, e riuscitissima,
commistione di diversi generi ed elementi che si amalgamo perfettamente
tra loro (cosa affatto facile o di scontata riuscita), dando così forma
a quello che si potrebbe definire un metal techno orientale: vediamo
allora ritmiche metal intrecciarsi a sonorità tipicamente industrial e
elettroniche, melodie che strizzano l’occhio a trame orientaleggianti,
con al microfono l’ottima prova di Aziliz e Sophie che danno, con un
tocco particolare e onirico, voce al tutto.
L’esordio degli
Stamina è rappresentato da "Mess’Age", Ep composto da 5
brani: si parte con In the throes of freedom dalle
sonorità etniche e dall’incedere cadenzato. Real eyes è
una traccia ipnotica e incalzante, con un buon arrangiamento di
tastiere, monito a prestare attenzione ai messaggi malvagi che si
possono nascondere in ogni dove, primo fra tutti, nella musica. Si apre
con un’atmosfera sognante Lex talionis, per poi attaccare
con ritmiche elettroniche. Il brano si sofferma su quanto sia importante
ma allo stesso tempo difficile il valore del perdono. Si prosegue con
l’interessante Born against dalle ritmiche
più marcate e dai riff serrati per giungere alla fine con Stamina,
breve brano strumentale tiratissimo che mostra chi sono gli Stamina
con tutta la loro grinta e adrenalina grazie alla tastiera che corre
all’impazzata, accompagnata da un incedere serrato.
Gli Stamina
con il loro debut hanno ottenuto un discreto successo, ricevendo tra
l’altro, a soli cinque mesi dalla sua uscita, un importante premio
francese, il "Prix Sacem 2006 de la créativité". Speriamo di
risentirli al più presto con un full-length in cui potranno dare ancora spazio al loro
estro creativo.
Ilaria Ricci |