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STARFLYER 59
Americana
shoegaze
1997 - Tooth & Nail Records
(USA)
www.myspace.com/starflyer59

 

Ormai è evidente che Jason Martin, la mente dietro gli Starflyer 59, è un genio. Pochi artisti riescono a creare un progetto sperimentale negli Stati Uniti e rimanere in affari per più di 15 anni, realizzando oltre 10 full-length e numerosi Ep. Iniziando la sua carriera con lo spaziale "Silver", proseguendo con il cupo "Gold", cosa avrà in serbo per noi Mr. Martin con la terza tappa della sua carriera?

"Americana" è un album davvero particolare: lo shoegaze di questo disco è meno aggressivo e rumoroso, focalizzandosi maggiormente su arrangiamenti semplicisti ed atmosfere malinconiche, come si può notare in pezzi quali The hearttaker e Harmony. Da notare anche per la prima volta l’utilizzo di sintetizzatori come strumenti principali. Sicuramente è tra i lavori più vari dei nostri, contenendo pezzi influenzati dal lounge (You think you’re radical) ed anche dal blues (The voyager). Poi ci sono episodi come The translator e The boulevard che fanno valere l’intero disco. Specialmente l’ultima citata, che con il suo ritmo trascinante e melodie orecchiabili, risulta il pezzo più irresistibile di tutto il platter. Poco convincenti però sono i vari solos di chitarra leggermente stonati, ma il pezzo è comunque davvero bello. Questo lavoro contiene anche alcune delle ballad più eccezionali mai realizzate dai nostri, come per esempio Help me when you’re gone, che con le sue atmosfere rilassanti e sempliciste incanta l’ascoltatore. Chiude la simpatica Everyone but me, che è descrivibile come un pezzo pop realizzato dai My Bloody Valentine.

Sicuramente non all’altezza dei primi due lavori, "Americana" è comunque davvero un bel disco. Nonostante alcuni istanti leggermente ripetitivi, e alcune stonature, rappresenta la chiusura del primo capitolo della saga degli Starflyer 59, nonché l’ultimo album ad avere una copertina monocromatica. Questo lavoro pur essendo semplice è sicuramente da apprezzare. Consigliato a chi ama lo shoegaze e a chi vuole riposarsi dopo una giornata di headbanging furioso.

Christopher Warman

VOTO

81

 

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