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Ogni morte di Papa esce un album che sembra quasi
perfetto, e in ambito white forse anche meno spesso. Con "The Fashion
Focus", gli Starflyer abbandonarono lo shoegaze in stile
My Bloody Valentine per uno molto più dolce ed atmosferico. Con "Everybody
Makes Mistakes" (titolo che sembra rappresentare quel lavoro), gli
Starflyer 59 continuarono su quella strada, anche se in maniera
imprevedibile e quasi orripilante. Ed ecco che, nel 2001 i nostri,
composti da un singolo membro a questo punto, Jason Martin, escono con
quella che sarà la loro Magnum Opus: "Leave Here A Stranger".
Estremamente differente da qualsiasi cosa mai realizzata dal gruppo fino
ad ora, "Leave Here A Stranger" risponde alla domanda "cosa
succederebbe se i Beatles e i Beach Boys si fondessero e
realizzassero un album shoegaze?". Sembra strano ma è l’unico modo di
descrivere questo disco. La opener All my friends who play guitar
vi chiarirà le idee: il pezzo è fenomenale, dolce e coinvolgente,
estremamente rilassante e musicalmente ottimo. E il platter è composto
da altri ottimi pezzi, stranamente allegri per essere un album targato
Jason Martin (e chi ha ascoltato "Goodbyes Are Sad" sa di cosa
sto parlando). E poi quando si arriva alla settima traccia, I like
your photographs, rimango senza parole alla bellezza delle
atmosfere angoscianti presentate in questo pezzo. Sicuramente il
migliore del platter e forse del gruppo.
"Leave Here A Stranger" non è un album che va esaminato a lungo.
E’ un album che va ascoltato dall'inizio alla fine. Questo è, per la mia
opinione, il miglior disco mai realizzato dagli Starflyer 59, e
forse uno dei dischi shoegaze migliori di tutti i tempi, forse per la
sua natura minimalista o forse per la sua originalità. Di sicuro non è
musica da considerarsi per chi ama roba dura o estrema, ma se siete
appassionati di atmosfere calme e pacifiche, nonché di shoegaze, non
perdetevi questo disco.
Christopher Warman
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