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Stranamente, ogni volta che
mi preparo ad ascoltare gli Starflyer 59, il cuore mi si riempie
di gioia; poi quando li ascolto, mi ricordo che lo shoegaze è un genere
musicale relativamente triste e depressivo. "The Fashion Focus"
del ’98 però è il disco shoegaze più allegro che ascolterete. La opener
I drive a lot dovrebbe essere abbastanza per sorprendere
qualsiasi fan della band. Il muro di chitarre distorte quasi-drone sono
completamente svanite, e al loro posto troviamo tastiere e pads. Come
pezzo è davvero stupendo, contenendo tutta quella bellissima malinconia
che sono i nostri ci possono trasmettere, pur essendo brano abbastanza
allegro.
Cambia completamente la
marcia We’re the ordinary, deprimente fino all’osso; e per
la prima volta, i nostri fanno uso di uno strumento mai usato prima
d’ora: l’armonica. Stupendo anche il pathos finale, nel quale entrano
chitarre distorte, strizzando l’occhio ai tempi ormai andati. Davvero
un'ottima traccia, con un’unica pecca: i pad di sottofondo sembrano
suonare un po’ a casaccio in certi punti. Segue Sundown,
una delle composizioni più differenti mai realizzate dalla band: con un
arrangiamento piuttosto minimalista, consistente di un ritmo di batteria
semplicista, un basso sintetizzato, e una sola chitarra, Sundown
è forse uno dei pezzi episodi del platter, e vi rimarrà in testa per
parecchio tempo. Molto retro sono le tre seguenti, Fell in love at
22, A holiday song (Happy holidays) e All
the time, con un sound molto soft rock anni ’60. Apre con
chitarre distorte invece The birthrite, che torna al sound
originale dei nostri, contrastando in modo ottimo con il resto del
platter. Con Card games and old friends si ritorna alla
calma, mentre Shut your mouth sa un po’ di filler. Pezzo
particolarissimo invece la title-track The fashion focus,
essendo un lento foxtrot: da un gruppo shoegaze una traccia del genere
non me la sarei mai aspettata, e sorprendentemente funziona alla grande!
Si passa ora al capolavoro del platter: Too much fun. Con
una durata di circa 8 minuti, questo pezzo torna alle radici rumorose
degli Starflyer 59. Davvero strepitoso, ricco di emozioni, pathos
ed intensità. Conclude il platter la grigia Days of lamech,
che con arrangiamenti minimalisti e melodie ossessive, ma pur sempre
bellissime, conclude il platter in modo ottimo.
"The Fashion Focus" è un album che segna un grande cambiamento
nel sound dei nostri. Da shoegaze alla My Bloody Valentine, gli
Starflyer 59 sono passati ad un sound più calmo e minimalista.
Parecchi fan del gruppo potrebbero rimanere sotto breve choc dopo aver
sentito questo lavoro, ma io direi di dargli qualche altro ascolto prima
di decidere. Per quanto mi riguarda è davvero un bel lavoro; mi lamento
solo del fatto che ci sono troppi pezzi filler che non danno nulla
all’ascoltatore, e che i brani migliori sono situati nella seconda metà
del platter. Al di là di queste due pecche, è un altro lavoro targato
Straflyer 59 da avere.
Christopher Warman
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