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Questo disco è nato per rilanciare o, per meglio dire, per
provare a rilanciare la carriere di questa band che ha avuto i suoi
momenti di gloria a metà degli anni ’80, quando andare giro "mascherati"
era cool, ma oggi solo i Kiss possono andare in giro con mise a
dir poco appariscenti e sembrare divini. Il lavoro è una riedizione del
loro unico full-length datato 1986, includendo le numerose bonus tracks
di Ep o singoli del periodo in cui il gruppo si faceva chiamare
Stryker (nome che su richiesta-sollecitazione da parte dei
giovanissimi – allora – Stryper fu poi modificato) e del periodo
ancor precedente – siamo sul finire degli anni ’70 – quando la band si
chiamava Blitzkrieg, della serie: non si butta via mai niente!
La band ha definito la propria musica "thunder rock"
per la forza compositiva che hanno cercato di imporre; in effetti, i
loro testi sono molto espliciti nella lotta contro il maligno, tant’è
che, dopo l’esibizione al concerto come gruppo d’apertura dei Mötley
Crüe, furono accusati di "violenza" manifesta; roba d’altri tempi ai
giorni nostri!
Crush the head of Satan,
prima song nonché pezzo che li ha fatti conoscere, è un misto di glam e
hard rock, ben costruito nei vocals, dall’assolo prepotente, dal testo
accattivante e possente, terribilmente kitsch. Tra le altre song degne
di nota ricordiamo One way per il suo particolare ritmo, e
The answer, prima ballad del disco, con struggenti guitars
di sottofondo, che rievoca la vita, la crocifissione e la resurrezione
di Cristo. Estrapolata da uno di quei film che ogni tanto passano,
specie nei mesi estivi, nei palinsesti televisivi, State of
emergency è un pezzo veloce con cori dalle alte note e tanta mal
celata aggressività. La title-track, Fist strike, è una
song solo strumentale, che potremmo definire un esperimento di suoni ed
effetti da film, molto particolare, quasi non dispiace ascoltarla,
richiamando alla mente le più belle canzoni dei Queen. Rock
on è un gran bel pezzo, in cui la chitarra solista fa davvero un
ottimo lavoro, un solo magistrale che consiglio di ascoltare!
Le song contenute in questo album sono davvero tante, per
questo lascio agli appassionati del genere l’ascolto di tutto il full
per rivivere e riassaporare quegli anni che ci hanno dato gruppi quali
Stryper, Whitecross, Barren Cross e, perché no, gli
Stryken, anche se hanno avuto una fortuna musicale avversa.
Roberta Cannone |