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STRYPER
7 Weeks: Live In America, 2003   (Live)
hard rock
2004 - Fifty Three Five Records
(USA)
www.myspace.com/stryper

 

Dopo la bellezza di sei, formidabili, album studio, gli storici glamster cristiani di Orange Country, California, gli Stryper (iniziatori, nonché maggiori esponenti della scena metal cristiana mondiale) decidono che è il momento di immortalare una delle loro imponenti performance live in un disco dal vivo. E' il 2003, e lo spettacolo destinato a venir impresso su disco è quello tenuto a San Juan, in Porto Rico. Il Live in questione - trattasi inoltre del primo nella storia della band - è molto importante, e per un buon motivo: venne registrato durante il reunion tour del gruppo, scioltosi undici anni prima, nel 1992, per scelta del cantante e chitarrista Michael Sweet, deciso ad intraprendere una carriera da solista, ottenendo buoni risultati. Il batterista Robert Sweet, fratello del singer, il chitarrista solista Oz Fox e il bassista Tim Gaines, i tre restanti membri, conclusero il tour di quell'anno con Oz alla voce; dopo di che archiviarono definitivamente (almeno così si pensava ed essi stessi pensassero) lo storico progetto Stryper, dedicandosi anche loro ad altri gruppi "minori": Robert Sweet e Tim Gaines fondarono, assieme al guitarist Rex Carrol dei mitici Whitecross, i King James, con cui registrarono un solo album, dopo di che Robert collaborò con i Titanic, band di Los Angeles, e, insieme al cantante e al bassista di questa fondò i Blank, mentre Tim, insieme a Fox, fondò i Sin Dizzy. Fu proprio quando questi ultimi vennero invitati al "Summer Rock Festival" del 1999, in Porto Rico, assieme a Michael Sweet, dove i tre ex-Stryper suonarono alcuni vecchi successi della band, che la reunion sembrò nell'aria. E l'attesa reunion fu ufficializzata, dopo otto anni dallo scioglimento, nel 2000, con un concerto nel New Jersey, seguito nello stesso anno da un altra performance in Costa Rica, e, nel 2001, un'altra esibizione fu organizzata a Los Angeles. Il 25 marzo del 2003 viene rilasciato, dalla label Hollywood Records, "7: The Best Of Stryper", raccolta contenente due inediti: Something e For You. Seguì il primo tour dopo la reunion, in supporto al Best of. E proprio in quest'occasione fu registrato il live di cui tratteremo.

Dopo questa parentesi biografica passiamo alla recensione vera e propria del disco. Poche sono state le band cristiane che riuscirono ad attirare mastodontiche platee negli stadi, o in qualunque location suonassero, durante i loro concerti; anzi, se le contassimo molto probabilmente lo potremmo fare con le punta delle dita. Una di queste band, la prima che riuscì nell'impresa, furono proprio gli Stryper. Ecco perché un live degli Stryper, al di là del background storico, è sempre un grande evento. A dimostrazione di ciò gli applausi e le urla che aprono il disco, che non ha nulla da invidiare ad un album live dei Poison o dei Mötley Crüe, band con le quali gli Stryper dividevano la scena in quegli anni. La prima canzone è Sing along song, che manda in delirio il pubblico, specie durante il coro del refrain. Makes me wanna sing con il fantastico riff d'apertura e l'orecchiabile coro, ci conduce sino alla bellissima Calling on You, a mio avviso il miglior brano degli Stryper, senza dubbio il mio preferito. Anche i presenti all'evento (perché, in fin dei conti, questa è l'unica parola con la quale ci si dovrebbe riferire ad un concerto di una band di tale spessore) sembrano esser d'accordo, e quando il sensazionale giro di chitarra esce dallo strumento di Oz, la folla impazzisce. Per non parlare del ritornello da brivido, cantato a squarciagola dal pubblico, e dello spettacolare, seppur breve, assolo: pura poesia! Altra canzone grandiosa è Free, non meno apprezzata della precedente, durante il mitico assolo della quale sono evidenti le influenze vanhaleniane del chitarrista. Anche qui il refrain è molto orecchiabile e trascinante (del resto, si tratta sempre di una band glam!).

Segue More than a man, ennesima canzone stupenda, più dura e tecnica rispetto alle precedenti, forse una delle più heavy di tutta la scaletta insieme alla successiva Caught in the middle, dal riff potente e devastante. Si ritorna agli stilemi glam con la buona ed orecchiabile Reach out, forse troppo pop oriented, soprattutto se accostata alle due tracce che la precedono, ma comunque molto ascoltabile. Loud n' clean è l'unica traccia estratta dal debut album "The Yellow And Black Attack". Leggermente cambiata sin dal solo che precede lo storico riff, inoltre è quella più vicina all'hard rock, pur non perdendo nulla del glam tipico della band. Il formidabile assolo chitarristico è preceduto da uno stupendo di basso, eseguito impeccabilmente. The way è un'altra canzone tipicamente heavy glam, che ci conduce alla meravigliosa Soldier under command: il memorabile riff, l'inimitabile ritornello e il pazzesco assolo, uno dei pezzi migliori di tutto il Live. E per continuare la serie di grandi classici ecco l'immancabile To hell with the Devil, molto probabilmente il momento più alto dell'esibizione sin dal riff d'apertura che trascina l'ascoltatore sino a portarlo a cantare come un folle il refrain. Finita, lascia il pubblico in delirio totale. Dopo l'energia trasmessa dall'anthem più importante della band, è il turno di una bellissima ballata, Honestly, una delle poche composte dal gruppo, rilassante e toccante. Alle tastiera è affidata l'apertura oltre che il solo, mentre la chitarra elettrica, il basso e la batteria, fanno da base per le strofe cantate passionalmente da Michael. Il pubblico preferisce ascoltare in silenzio, creando un'atmosfera ancor più bella, per esplodere alla fine in un mischiarsi di applausi ed urla. Segue la tipica canzone natalizia, Winter wonderland, riarrangiata ottimamente in chiave metal. E' una bellissima preghiera, recitata da Michael, a chiudere questo incredibile album dal vivo.

Un Live bellissimo, esecuzione formidabile di una band più in forma e affiatata che mai. Drumming potente, basso preciso, chitarre taglienti e voce e cori passionali rendono questo disco immancabile per tutti gli appassionati. Consigliato vivamente ai fan della band e a chi si vuole avvicinare a questo storico gruppo, dato che contiene alcuni dei loro più grandi successi, eseguiti perfettamente, senza alcuna caduta di tono! Grandi!

Enrico Riccobene

VOTO

95

 

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