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Dopo la bellezza di sei, formidabili, album studio,
gli storici glamster cristiani di Orange Country, California, gli
Stryper (iniziatori, nonché maggiori esponenti della scena metal
cristiana mondiale) decidono che è il momento di immortalare una delle
loro imponenti performance live in un disco dal vivo. E' il 2003, e lo
spettacolo destinato a venir impresso su disco è quello tenuto a San
Juan, in Porto Rico. Il Live in questione - trattasi inoltre del primo
nella storia della band - è molto importante, e per un buon motivo:
venne registrato durante il reunion tour del gruppo, scioltosi undici
anni prima, nel 1992, per scelta del cantante e chitarrista Michael
Sweet, deciso ad intraprendere una carriera da solista, ottenendo buoni
risultati. Il batterista Robert Sweet, fratello del singer, il
chitarrista solista Oz Fox e il bassista Tim Gaines, i tre restanti
membri, conclusero il tour di quell'anno con Oz alla voce; dopo di che
archiviarono definitivamente (almeno così si pensava ed essi stessi
pensassero) lo storico progetto Stryper, dedicandosi anche loro
ad altri gruppi "minori": Robert Sweet e Tim Gaines fondarono, assieme
al guitarist Rex Carrol dei mitici Whitecross, i King James,
con cui registrarono un solo album, dopo di che Robert collaborò con i
Titanic, band di Los Angeles, e, insieme al cantante e al
bassista di questa fondò i Blank, mentre Tim, insieme a Fox,
fondò i Sin Dizzy. Fu proprio quando questi ultimi vennero
invitati al "Summer Rock Festival" del 1999, in Porto Rico, assieme a
Michael Sweet, dove i tre ex-Stryper suonarono alcuni vecchi
successi della band, che la reunion sembrò nell'aria. E l'attesa reunion
fu ufficializzata, dopo otto anni dallo scioglimento, nel 2000, con un
concerto nel New Jersey, seguito nello stesso anno da un altra
performance in Costa Rica, e, nel 2001, un'altra esibizione fu
organizzata a Los Angeles. Il 25 marzo del 2003 viene rilasciato, dalla
label Hollywood Records, "7: The Best Of Stryper", raccolta
contenente due inediti: Something e For You.
Seguì il primo tour dopo la reunion, in supporto al Best of. E proprio
in quest'occasione fu registrato il live di cui tratteremo.
Dopo questa parentesi biografica passiamo alla
recensione vera e propria del disco. Poche sono state le band cristiane
che riuscirono ad attirare mastodontiche platee negli stadi, o in
qualunque location suonassero, durante i loro concerti; anzi, se le
contassimo molto probabilmente lo potremmo fare con le punta delle dita.
Una di queste band, la prima che riuscì nell'impresa, furono proprio gli
Stryper. Ecco perché un live degli Stryper, al di là del
background storico, è sempre un grande evento. A dimostrazione di ciò
gli applausi e le urla che aprono il disco, che non ha nulla da
invidiare ad un album live dei Poison o dei Mötley Crüe,
band con le quali gli Stryper dividevano la scena in quegli anni.
La prima canzone è Sing along song, che manda in delirio
il pubblico, specie durante il coro del refrain. Makes me wanna
sing con il fantastico riff d'apertura e l'orecchiabile coro, ci
conduce sino alla bellissima Calling on You, a mio avviso
il miglior brano degli Stryper, senza dubbio il mio preferito.
Anche i presenti all'evento (perché, in fin dei conti, questa è l'unica
parola con la quale ci si dovrebbe riferire ad un concerto di una band
di tale spessore) sembrano esser d'accordo, e quando il sensazionale
giro di chitarra esce dallo strumento di Oz, la folla impazzisce. Per
non parlare del ritornello da brivido, cantato a squarciagola dal
pubblico, e dello spettacolare, seppur breve, assolo: pura poesia! Altra
canzone grandiosa è Free, non meno apprezzata della
precedente, durante il mitico assolo della quale sono evidenti le
influenze vanhaleniane del chitarrista. Anche qui il refrain è molto
orecchiabile e trascinante (del resto, si tratta sempre di una band
glam!).
Segue More than a man, ennesima
canzone stupenda, più dura e tecnica rispetto alle precedenti, forse una
delle più heavy di tutta la scaletta insieme alla successiva
Caught in the middle, dal riff potente e devastante. Si ritorna
agli stilemi glam con la buona ed orecchiabile Reach out,
forse troppo pop oriented, soprattutto se accostata alle due tracce che
la precedono, ma comunque molto ascoltabile. Loud n' clean
è l'unica traccia estratta dal debut album "The Yellow And Black
Attack". Leggermente cambiata sin dal solo che precede lo storico
riff, inoltre è quella più vicina all'hard rock, pur non perdendo nulla
del glam tipico della band. Il formidabile assolo chitarristico è
preceduto da uno stupendo di basso, eseguito impeccabilmente. The
way è un'altra canzone tipicamente heavy glam, che ci conduce
alla meravigliosa Soldier under command: il memorabile
riff, l'inimitabile ritornello e il pazzesco assolo, uno dei pezzi
migliori di tutto il Live. E per continuare la serie di grandi classici
ecco l'immancabile To hell with the Devil, molto
probabilmente il momento più alto dell'esibizione sin dal riff
d'apertura che trascina l'ascoltatore sino a portarlo a cantare come un
folle il refrain. Finita, lascia il pubblico in delirio totale. Dopo
l'energia trasmessa dall'anthem più importante della band, è il turno di
una bellissima ballata, Honestly, una delle poche composte
dal gruppo, rilassante e toccante. Alle tastiera è affidata l'apertura
oltre che il solo, mentre la chitarra elettrica, il basso e la batteria,
fanno da base per le strofe cantate passionalmente da Michael. Il
pubblico preferisce ascoltare in silenzio, creando un'atmosfera ancor
più bella, per esplodere alla fine in un mischiarsi di applausi ed urla.
Segue la tipica canzone natalizia, Winter wonderland,
riarrangiata ottimamente in chiave metal. E' una bellissima preghiera,
recitata da Michael, a chiudere questo incredibile album dal vivo.
Un Live bellissimo, esecuzione formidabile di una band più in forma e
affiatata che mai. Drumming potente, basso preciso, chitarre taglienti e
voce e cori passionali rendono questo disco immancabile per tutti gli
appassionati. Consigliato vivamente ai fan della band e a chi si vuole
avvicinare a questo storico gruppo, dato che contiene alcuni dei loro
più grandi successi, eseguiti perfettamente, senza alcuna caduta di
tono! Grandi!
Enrico Riccobene
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