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STRYPER
To Hell With The Devil
heavy
1986 - Enigma Records / Hollywood Records
(USA)
www.myspace.com/stryper

 

1986: l’anno dei grandi successi discografici in ambito hardrock/metal. Basta dare una rapida occhiata alle uscite discografiche di band come Metallica, Megadeth, Queensryche, Iron Maiden, Bon Jovi, Ratt, Poison, Cinderella, per avere cognizione di quanto importante fu quell’anno… E i nostri Stryper non si fecero scappare l’occasione di rientrare in questa magnifica cerchia di gruppi "eletti", con "To Hell With The Devil". L’album, un misto di heavy metal e di ritornelli melodici – complici dei cori accattivanti e "smielati" allo stesso tempo – ottenne un successo commerciale senza precedenti per una band cristiana: fu dapprima disco d’oro nell’87, poi disco di platino nell’88.

La prima track Abyss (To hell with the Devil) è in realtà un intro di 1:21 ricca di suoni tastieristici d’effetto, che funge da apripista all’intero album. A seguire la title track To hell with the Devil che si apre – in tradizione Stryper – con melodie armonizzate di chitarra perfettamente eseguite dal cantante/chitarrista Michael Sweet e dal chitarrista principale Oz Fox. Il ritornello di questo brano non può non rimanere impresso dal primo ascolto. Come si spiega, a questo punto, la disposizione consecutiva nella tracklist, dei brani che riscossero maggior successo – ne furono girati i video, di grande rotazione su Mtv - presso il grande pubblico? Che gli Stryper avessero la piena consapevolezza del grande potenziale di quei brani tanto da volerne offrire un ascolto "ravvicinato"? Fatto sta che Calling on You, Free e Honestly sono delle vere pietre miliari del genere. Chi in quegli anni non le ha prese come riferimento per la propria produzione musicale cristiana? Calling on You e Free sono delle splendide mid-tempo in cui a farla da padrone sono l’originalità compositiva, un cantato melodicissimo e allo stesso tempo "irraggiungibile" – quanti sentendo la voce di Sweet per la prima volta, non hanno pensato si trattasse di una donna? – e la tecnica strumentale – già menzionate le chitarre, responsabili della tessitura ritmica sono il batterista Robert Sweet (fratello di Michael) e il bassista Tim Gaines. Honestly è invece una ballad ai limiti della sdolcinatezza, complice – oltre alla voce smielata di Sweet – anche un superbo arrangiamento di tastiere ad opera del guest John Van Tongren.

The way è l’unica track addebitata ad Oz Fox – le altre sono interamente composte da Sweet o dagli Sweet – ed è l’unica fino a questo punto del disco ad avere carattere aggressivo, da heavy metal tradizionale. Sing-Along song considerando il trattamento – contrappuntistico – dei cori (armonizzazioni e sovrapposizioni ad altezze diverse) può considerarsi la "Bohemian Rhapsody" degli Stryper. Holding on e la successiva Rockin’ the world, sono brani speed-tempo in tradizione heavy, sfoggianti ritornelli orecchiabili – sorretti come sempre da cori accattivanti e tastiere – misti a strofe da un cantato e da una strumentalità impetuosi, quasi power. All of me è la sorella meno fortunata di Honestly. Dal punto di vista degli intenti arrangiamentali se non fosse per il fatto che la prima non vede mai la presenza della batteria le due sarebbero identiche. Non ebbe lo stesso successo di trasmissibilità della seconda. Per More than a man, la track conclusiva, vale quanto detto per Holding on e Rockin’ the world. Qui l’ugola di Michael Sweet raggiunge veramente livelli impressionanti per estensione nelle zone alte – basta ascoltare cosa "combina" nell’introdurre il bel solo di chitarra e nel chiudere il brano stesso – e le parole nel ritornello "God, I will follow you because you died for me / Gave to me your life to set me free / Anyone who asks shall receive" risuonano più che mai sentite.

Antonio Agrusta

VOTO

95

 

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