Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
SUNROAD
Arena Of Aliens
 
 

 

SUNROAD
Flying N' Floating
heavy
2006 - Musik Hall Records
(Brasile)
www.sunroad.com.br

 

I brasiliani Sunroad si rifanno vivi nel 2006 con "Flying N' Floating", nuovo lavoro che conferma il sound hard rock-heavy metal di questa interessante band. I musicisti in questione sono Leo Yanes (voce), Rafael Milhomem (chitarra), Akasio Angels (Tastiere), Enilson Macedo (Basso) e Fred Mika (batteria), i quali realizzano con discreta bravura tale lavoro miscelando al loro hard rock-metal sperimentalismi progressive, definendo così un sound che viene utilizzato molto spesso anche dalle band italiane. Il disco non è male. Non spiccano grandissime idee questo sì, ma l'impegno messo per tirare giù i brani si sente, come la maturità tecnico-musicale dei già citati, che tecnicamente non dimostrano affatto carenze, in particolare Rafael Milhomem che dimostra una notevole abilità nell'adoprare la seicorde. Resta comunque un disco molto sperimentale e ricco di influenze musicali, in particolare un timbro vocale che con l'heavy metal ha poco a che fare, e che anzi tende molto più al rock-blues. I testi sono buoni, molto introspettivi anche se pur sempre incoraggianti alla fede (Hear me, are you afraid to see? / come on, don't lock up the Truth, / hear me, the Truth will set you free, / come on, don't lock up the Truth); restano sempre apprezzabili i dischi dove le tematiche cristiane sono esplicite, dirette ed edificanti per chi ascolta e ha modo di conoscere le lyrics.

Il brano di apertura Cosmic sunrise (Heliotropism) è una intro di tastiere e chitarre classiche che si evolve e sfocia nell'heavy progressivo attraversando parti parlate e sezioni soliste di chitarra e tastiera; si passa poi alla titletrack Flying n' floating, ovvero una partenza puramente heavy costruita da un fraseggio di chitarra maideniano, che proseguendo descrive meglio le interessanti influenze hard rock sperimentale di questa band. Polar winds è un altro pezzo heavy affascinante melodicamente, come il successivo strumentale Invisible connections (Anima vitae). Si passa a una ballad, First day without you, che placa l'atmosfera per poi ripartire in piena carica con l'allegra rockeggiante Till the end of time. Si prosegue con il tempo blues di Sun in my hand, per poi tornare sui tempi hard rock come testimoniano Searching for the Sun e Hero or criminal (notevole la costruzione armonica tipica del progressive metal).

L'ultimo brano cantato del disco è Don't lock up the Truth (Nostra aetate), e, precedendo, il bellissimo strumentale di chitarra classica che chiude il disco (Floating gardens) conferma la potenziale validità della band nel comporre e nell'eseguire pezzi non esageratamente stupendi, ma nel loro piccolo interessanti da scoprire.

Francesco Romeggini

VOTO

72

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it