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Chi non conosce Azazel? La
domanda davvero appare retorica nel settore recensioni di WhiteMetal.
Comunque ci troviamo di fronte al signore della scena christian metal
italiana, in particolare quella estrema. Impossibile praticamente stare
dietro a tutti i suoi progetti (Absum, Nocturnal Frost,
Suspiria Profundis, Funeral Silence, Maestus,
Endless Solitude) fra i quali però sicuramente spicca il depressive
unblack Dusk, i cui lavori sono, e non crediamo di esagerare, ai
vertici globali del genere.
Con Suspiria Profundis il nostro si presenta con un raw unblack
scintillante, da una parte classico nell’insieme strumentale (con
riferimenti ad Horde, primi Mayhem, primissimo Burzum),
dall’altra avanguardistico nelle voci filtrate e negli inserti dark
ambient. Testi improntati al crush-evil (come si intuisce anche dal
titolo dell'album, che cita, capovolgendone il contenuto, un disco dei
Venom). Presenti anche tematiche apocalittiche e contenuti in
latino. Dopo la breve intro Prepare for war (Prologue),
tocca a In war against Satan, con chitarre ultraraw e
vocals effettatissime. Rage against the Beast ha un sound
più potente e convincente, con suono frozen delle asce a dominare. Il
manifesto Holy unblack metal è un’altra tempesta nera, con
parti ambient medievale frammiste. Under the power è
rallentata, atmosferica, contraddistinta dalle soavi vocals femminili
della guest Warfire. Decisamente la traccia più suggestiva dell’opera.
Tocca quindi a Destroy the satanic pantheon, e si ritorna
al raw.
La chiusura è affidata a
The glorious pact (Epilogue), pura elettronica ambientale.
C’è poi una bonus track, ovvero Power of God, ultrafast,
introdotta da recitato cavernoso. Da brividi i cori sotto che urlano "Armageddon!,
Armageddon!". Un disco buonissimo e ricercato come pochi in questo
settore, tuttavia l’eccellenza per Azazel rimane appannaggio del sublime
Dusk.
Daniele E.
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