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Abyssal Throne
 
 

 

SYMPATHY
Anagogic Tyranny
death
2008 - Bombworks Records
(Canada)
www.myspace.com/realmofdisease

 

La Bombworks Records ultimamente sta mettendo a segno una serie di ottime uscite in ambito white metal (cito, ad esempio, realtà quali Tortured Conscience, Usynlig Tumult, My Silent Wake, Holy Blood e molti altri), e questi Sympathy non fanno eccezione, confezionando il loro terzo full-length in maniera impeccabile e non tradendo minimamente le aspettative lasciate dagli ottimi "Arcane Path" del 2004 e dall’Ep "Abyssal Throne" del 2005. Quindi ben tre anni separano questa nuova fatica discografica dalle precedenti ma, come dicevo, l’attesa è stata ben ripagata. La maggior variante rispetto al passato è che attualmente i Sympathy sono una vera band, e il "tuttofare" Dharok, che si occupa anche in questo lavoro di chitarra, basso e voce, è affiancato dagli ottimi Jeff Lewis (Abolishment Of Hate, Mortification, Incursion) alle chitarre e Jim Austin (Into Eternity) alla batteria.

Questo "Anagogic Tyranny" fondamentalmente non aggiunge nulla di nuovo a quanto realizzato in passato dalla band, ma è chiaro che già il fatto di avere un vero batterista dona maggiore dinamicità e varietà alla sezione ritmica. In più è riscontrabile una certa propensione verso la brutalità tipica di certo death metal di matrice floridiana, a discapito dei pochi ma evidenti influssi classicheggianti che facevano capolino nelle precedenti opere dei Nostri. In questo nuovo capitolo sono le chitarre ritmiche incessanti e una batteria al limite dell’umano a far la parte del leone. Pochi gli spiragli melodici, tanta la cattiveria, seppur ben gestita dalle abili mani di musicisti che sanno il fatto loro. La opener Insurrection è una pura dimostrazione di forza: un carro armato che si ciba di thrash, death e extreme metal in senso ampio per creare da subito scompiglio nell’ascoltatore. Gli stop n’go sono repentini e spaccacollo, i riff sono rasoiate dritte alla giugulare, il drumming è nervoso e tellurico. Difficile rimanere indifferenti di fronte a cotanta veemenza, soprattutto quando successivamente arriva un trittico di brani quali And all flesh, On a bloodied cross e Ours the grave, veri esempi di brutalità ragionata, suonati con perizia encomiabile e con tutti gli elementi necessari per far breccia tra i cuori di ogni amante del metal estremo in generale. Le note dell’etichetta discografica parlano di mix tra Suffocation, Immolation, Dimmu Borgir, e altro, ma sinceramente non sento nulla né dei secondi né, tantomeno, dei terzi menzionati. Solo in alcuni frangenti è possibile accostare questa band a quella di Dave Vincent, ma a prevalere è, come dicevo prima, una sorta di ibrido tra thrash e death che non riesco a definire in modo diverso dalla per certi versi poco felice ma calzante definizione di "extreme metal".

Concludendo, stiamo parlando di un buon lavoro da parte dei Sympathy, che dimostrano di aver intrapreso una evoluzione coerente ma costante. Più che altro pare che non vogliano discostarsi troppo da certi cliché dei generi sopra citati, ma vogliano forgiarli ed amalgamarli in un tessuto sonoro che solo il tempo potrà dirci dove porterà questa band. Di questo passo, senza nessuno scossone particolare, potremo goderci altri album di media-discreta qualità anche in futuro, senza alcuna variante inaspettata di sorta e nemmeno con dei veri highlights capaci di farci stupire. Il che non è poco, ma a mio avviso occorre che la band, ormai consolidata in questo stile, apporti delle piccole ma essenziali variazioni, in modo tale da non far emergere quel senso di noia che dopo i primi quattro o cinque brani viene a galla inesorabilmente. In ogni caso, "Anagogic Tyranny" è un album di buon livello che mi sento di promuovere con convinzione, grazie ad un songwriting più che discreto e a una esecuzione dei singoli musicisti davvero encomiabile. Ancora un piccolo sforzo e sono sicuro che potremo, già col prossimo capitolo, parlare in termini pienamente entusiastici di questi canadesi.

Infected

VOTO

78

 

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