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SYMURAIA
Key To Destiny
alternative
2009 - Self
(Svizzera)
www.mx3.ch/artist/symuraia

 

E' Symuraia il nome del nuovo progetto di Samuele, già a noi noto come il batterista dei Cross Off, che nel 2006 ci avevano introdotto il loro primo ed unico lavoro self-titled, presentando un alternative mischiato con sonorità hard rock e stoner. A differenza dei Cross Off, questo progetto invece ci presenta un crogiolo di sonorità che vanno dal metalcore puro all’alternative, allo stoner, ed addirittura anche al thrashcore.

Apre il disco della one-man band Who, con delle ottime chitarre pesanti al punto giusto, e suoni molto heavy e stoner influenced. Anche le vocals fanno la loro bella figura, anche se su certi punti mi sembrano leggermente indecise, ma nel complesso non c’è proprio male. Bellissimi anche gli scream che appaiono qua e là, come anche la solista finale. Meno convincente però è l’apertura della seguente Dangers, con l’utilizzo di ottime ritmiche, sovrastate però da delle note stridule che sicuramente provocheranno in molti un leggero mal di testa. Fortunatamente il pezzo si aggiusta subito nel verso, presentando uno dei momenti migliori e violenti del platter, con ritmi thrash davvero entusiasmanti, specialmente nel finale. Molto più metalcore oriented è la seguente Illusions road, molto oscura, musicalmente ricorda un po’ i primi Demon Hunter. Melodica è invece la title-track, ma per niente meno aggressiva; purtroppo ci sono dei punti in cui gli arrangiamenti vocali sembrano leggermente disorganizzati, ma in totale è un buon pezzo. La seguente Reign of lies è un tour de force di aggressività e progressione, mentre Reflection è una traccia musicale che stupisce, in quanto contiene strumentalizzazioni sintetiche che saltellano in territorio techno, e che rendono il pezzo poco pertinente al resto dell’album. Dopo questo piccolo stato confusionario passiamo a Walk in truth, che con i suoi 6 minuti abbondanti ci continua a sorprendere con ottime sperimentazioni. Arriva ora L’impero di sabbia, primo pezzo italiano del platter: pur essendo forse tra i primi a realizzare thrashcore in lingua italiana, Symuraia ci stupisce poco, componendo un pezzo leggermente scontato, comunque non totalmente da scartare (qualcosa di buono c’è); l’elemento della lingua italiana lo rende più interessante, ma se non fosse per quello sarebbe anonimo nel platter. Ben più sorprendente, invece, è la successiva Rebellion from evil, forse il brano migliore. Concludono l’album Fuoco tra le rovine, il secondo pezzo italiano, parecchio meglio del precedente (e forse anche tra i migliori del disco), e Ceasless march, seconda strumentale, questa volta a ritmo di samba metal, un modo davvero interessante di concludere questo Cd.

Con questo lavoro Samuele di sicuro sorprende l’audience italo-svizzera, presentando un genere che in patria ancora non è stato realizzato; purtroppo però fallirebbe nel sorprendere quella d’oltre oceano, avendo una produzione leggermente di basso livello e delle lyrics inglesi che avrebbero bisogno di una ampia riveduta grammaticale (ed è questo forse il difetto più marcato dell’intero album). Al di là di ciò "Key To Destiny" è un lavoro ben realizzato, che meriterebbe almeno un ascolto dal pubblico che apprezza musica alternative e metalcore.

Christopher Warman

VOTO

75

 

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