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SYNNŌVE
The Whore And The Bride
 
 

 

SYNNŌVE
Synnōve   (Ep)
unblack
2005 - Soundmass Records
(Australia)
www.myspace.com/synnovemetal

 

Non smetterà mai di stupirmi come proprio l'assolatissima Australia, un'intera nazione riversata sulle spiagge con al centro un rovente deserto, abbia potuto partorire il lato più oscuro e freddo del metal cristiano. I Mortification per il death brutale, i Paramaecium per il doom claustrofobico, gli Horde per il rivoluzionario unblack, gli Screams Of Chaos per l'industrial: questo alle origini, primo lustro degli anno '90; poi sono venuti i Vomitorial Corpulence per il rigurgidevole gore, i Metanoia per il death, i Virgin Black per il gothic angosciato, i Fearscape per il death/prog di stampo opethiano e tanti altri. La cosa si spiega solo con vaporose e intrigate supposizioni, ma prendiamo il dato di fatto per quello che è ed andiamo a scoprire una nuovissima band della prolifica isola-continente, i Synnōve. Il quartetto è al debut e questo omonimo Ep di sei tracce si avvicina molto ad un full-length doto che rasenta i 29 minuti di durata. Ho classificato il genere come black, ma non senza indugi. È bene chiarire subito che non è puro black style quello del Mini in esame, il black è si molto presente, ma non più del gothic e del death: ho scelto "black" quindi per l'incessante oscurità che trasuda senza compromessi dalle spesso distortissime note di questo lavoro dall'egregia produzione, nonché confezione ed artwork. Dark ovviamente sono anche le poetiche liriche, oscure sì, ma come sempre in questi casi illuminate dalla luce di Cristo e della speranza che è per il seguace della croce "l'attender certo" di dantesca memoria.

Un tuono, irruenti scrosci di pioggia dominati da rumorose ventate: di 22 secondi è composta l'opener dark ambient Away with the tide seguita dalla lunghissima The pledge, quasi sette minuti di possenti ed ultradistorti riff death, di tastiere sinistre, di ambientazioni sonore gotiche in cui si combinano un clean, una voce femminile e lo screaming (mai troppo acuto), il tutto che si alterna e ripete a più fasi, minuti che sono aperti da un fosco sound chitarristico accompagnato da un drumming marziale e piccoli rintocchi di gong. In As the snow falls predominano gli effetti elettronici che si accompagnano a stacchi irruenti, ma ad emergere sono soprattutto i momenti epicheggianti di cantato clean solenne in stile viking affiancato dalla femal vocal dell'anche bassista Stephanie. Break di gothic horrorifico in stile The Vision Bleak e ronzii black completano questa buona traccia che spezza la propria ciclicità compositiva solo sul finale con un'inedita soluzione di lead guitar carica di tetra tensione. Bel momento. La song si chiude epica. Beyond the gaze of black doves si compone di tre differenti sounds che si susseguono a più riprese: distorsione, tastiera ed epic vocals; riff possenti con screaming; gothic con clean e voce femminile. Inatteso è il finale: la batteria si fa martellante, i riff zanzarosi ed oscuri... ed è black!, che torna più raw che mai qui e piuttosto vario (con tanto di ben fatto passaggio doomy) nella finale The long kiss goodbye chiusa di nuovo dal classico ma sempre affascinante ambient di pioggia che si infrange sul suolo ed intensissime folate di vento.

Difetti della release: l'uso ininterrotto delle distorsioni a volte risulta abusato e, soprattutto, il songwriting interno ai brani può risultare ripetitivo, nel senso che percorre senza troppa soluzione di continuità schemi ciclici raramente infranti. Per il resto senz'altro un lavoro interessante che lascia sperare in promettenti future evoluzioni per i Synnōve.

Vaake

VOTO

79

 

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