Italian Christian Metal Website  -  Il sito italiano dedicato al Metallo Cristiano

Menu

 
 
Band Links
 
TAKETH
His Majesty
 
 

 

TAKETH
Freakshow
melodic death
2005 - N.C.
(Svezia)
www.taketh.se

 

"OH MY GOD". Questo mi sono detto, con gli occhi sgranati e allibiti, appena è partito nel mio lettore il debutto degli svedesi Taketh. Iniziai a pensare a chi diavolo mi trovavo davanti, mentre ascoltavo quel piccolo inusuale intro. In effetti i Taketh io già li conoscevo: uno dei figli prediletti della Fear Dark, quella stessa Fear Dark che ha accolto su di sé molti fenomeni del christian metal internazionale (spesso anche di notevole calibro, come gli Slechtvalk) cercando di lanciarli il più possibile sul mercato, allontanandoli da quello che era il loro messaggio primario di fede. La stessa identica accusa hanno ricevuto anche i Taketh, solo per appartenere a tale etichetta. Fatto sta che qui si parla di un debutto e non di un disco tra quelli di una carriera già avviata, come è risultato appunto per Slechtvalk e Sympathy, e già dal debutto la band si professa cristiana. Sarà forse un semplice pregiudizio vederli sotto Fear Dark? Lasciando ai posteri l'ardua sentenza, per ora mi limiterò a dire che l'album in questione affronta un concept abbastanza complesso, illustrando una sorta di "circo" (già, proprio quello della copertina) dove tutte le degenerazioni e deviazioni dell'animo umano sono rappresentate con in sottofondo il vigoroso e violento death metal del combo svedese. In realtà sarebbe semplicistico chiamarlo death metal: i Taketh qui si cimentano con una prova, per così dire, divisa tra due estremi: da un lato un'ispirazione fin troppo evidente e tendente al plagio verso le loro influenze metallose, da cui prendono spunti e sonorità, dall'altra una buona personalità nel saper dosare sapientemente death metal moderno e compatissimo, un roccioso riffing thrash metal, idee e spunti metalcore nella ritmica, con parecchie incursioni nella melodia chitarristica di scuola svedese, e con un occhio continuamente strizzato verso l'unblack europeo. Insomma, un potente death/black metal melodico sorretto da una produzione sontuosa e cristallina.

L'intro, dicevamo. Ma perché quando l'ho ascoltato mi si sono sgranati gli occhi e ho iniziato a pensare "questi sono impazziti!!!"? Perché i nostri hanno deciso di partire subito in quarta col concept del disco, mettendoci appunto, come intro, una stupidissima, odiosa e insensata musichetta da clown che sembra più una presa per il culo che un intro vero e proprio (e sono molti quelli che lo fanno, mi viene in mente l'intro idiota di "As God Kills" dei Node). Anzi, la sensazione di "presa per il culo" aumenta maggiormente se si tiene conto che mentre la musichetta giunge al termine, il suono delle chitarre distorte inizia a lievitare poco alla volta, fino all'esplosione della seconda traccia, Evil. Che dire a riguardo? Cari miei, sono mazzate. I Taketh non rivoluzioneranno nulla e non saranno certo dei mostri di originalità, ciò non toglie che siano dei musicisti davvero degni di nota, e sappiano rendere i loro pezzi incredibilmente e fottutamente coinvolgenti. Insomma, un songwriting certo non da gridare al miracolo, ma comunque ben strutturato, capace di non annoiare e di tenere l'ascoltatore incollato alle cuffie tra un headbanging e un giro melodico. Ottimi davvero. La stessa Evil, già dal suo incedere cadenzato, "spacca", alternandosi tra tratti metalcore, uno screaming tipicamente unblack, ritmiche death metal e coinvolgente melodia.

Già dal quinto pezzo, però, Consequence (of using human weakness) emerge l'anima unblack del gruppo, tirando fuori un pezzo tiratissimo, violento nella sua velocità e ancora più violento quando rallenta e sprofonda nell'abisso. Il maggior difetto dell'album è però quel non toccare mai il picco compositivo, tutti i pezzi si mantengono nella norma, alternandosi tra sfuriate, accelerate, melodia, e soprattutto tantissimi riff in palm-mute che faranno la gioia dei vostri padiglioni vogliosi di metallo. Questo rende il disco, forse un pò troppo "normale" senza mai salire sopra la media, ma il lavoro è svolto ottimamente e supera in ogni caso la sufficienza, senza contare casi in cui l'esperimento "sfuriata+melodia" riesce alla perfezione, come in Your master, e la finale A new day  col suo bell'inizio acustico e soffuso. Peccato che la canzone finisca nuovamente con quella odiosissima musichetta da clown! Dai, siamo ancora al debutto. Se un gruppo non le fa ora queste buscherate, quando le farà mai?

Stefano Pentassuglia

VOTO

76

 

 Best view:  No Firefox!   Optimized:  FONT: Old-English ( —> download Old-English font <—); SCHERMO: 1280x1024   Credit:  Template by Vocinelweb.it