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Già conosciamo il cognome macedone Atanasov,
l'abbiamo incrociato nel progetto True Wisdom di Zarko, ora work
in progress con la sua band di punta, i My Darkest Time; ma l'Atanasov
di questi newcomer Tears Of The Soul non è lui, anche se invero
gli è molto prossimo trattandosi del fratello Martin. Mentre Zarko è
dedito al doom funereo, la proposta di Martin è più luminosa,
realizzando con solo keys-synth e drum machine un bizzarro disco
industrial dall'aplomb gotico-sinfonicheggiante, il quale reiteratamente
strizza l'occhio alla techno. La cosa funzionerebbe pure, grazie
soprattutto all'intricato e rapidissimo drumming, non fosse che per
queste dieci tracce il songwriting sia riciclato allo spasimo:
all'inizio colpisce, con l'andare tedia e infine francamente non si vede
l'ora finisca. Si sta inoltre parlando di un disco strumentale, il che
contribuisce alla piattezza compositiva implementando, alla lunga, il
tasso di noia.
Qualche variante di tanto in tanto prova a far
comunque capolino: l'open track I will praise You si apre
a sonorità orientaleggianti, in ciò affiancata da Tales from the
soul, lievemente più cupa ed elegiaca, e dalla finale ...A
new earth and new heaven. La seconda Convinced è
introdotta da dark ambient, frequenti sono le variazioni ritmiche, buono
è l'impatto emozionale complessivo. La caoticità di War of angels
sfocia nella techno; nell'intelaiatura ritmica di The way to
eternal life vengono aggiunte in backing fascinose detonazioni
sorde. L'episodio migliore è la nona Resurrection: attacco
pianistico, il drum machine work si fa tritaossa e di una rapidità che
rimanda molto più a una scarica di mitra che al lavoro di gambe umane.
"This music is for those who are alive inside and
for those who are spiritually death. Inspired by God Himself, this music
touches the deepest aspects of the inner man which God sees more than
anything else in this world. Whole project is inspired by love of living
Jesus Christ". L'intento è lodevole, la scintilla artistica anche
interessante, ma nel complesso sentiti un paio di pezzi sentiti tutti e
ben dieci rendono la cosa davvero pleonastica e poco simpatica. Tuttavia
una sufficienza ci sta.
Vaake
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