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TEMPLE OF BLOOD
Prepare For The Judgement Of Mankind
 
 

 

TEMPLE OF BLOOD
Overlord
speed
2008 - Self
(USA)
www.myspace.com/templeofblood

 

Dopo il bellissimo "Prepare For The Judgement Of Mankind", i Temple Of Blood tornano tre anni dopo con un nuovo full-length, "Overlord". Il sound è pressappoco lo stesso, speed/thrash infarcito come da definizione da soli di chitarra molto tecnici e veloci, accompagnati da impalcature ritmiche "tritatutto".

Dopo una breve introduzione strumentale troviamo Behind the inverted star, un pezzo tiratissimo che solo alla fine si concede un rallentamento. Per il resto è un susseguirsi di riff a velocità folli e assoli vorticosissimi che faranno impazzire di goduria tutti gli amanti del genere. Purtroppo però la prova del singer Jim Mullis non è delle migliori, acuti che escono fuori nei momenti sbagliati (qualche episodio simile si riscontra anche nell’album precedente), mentre durante quasi tutta la durata del brano la sua voce sembra troppo soffocata dagli altri strumenti. Dopo questo brano puramente speed/thrash c’è spazio anche per un heavy molto catchy in stile Rob Rock. La traccia in questione è Summon the accused, con un’ottima struttura compositiva e qualche miglioramento nei vocals. Si ritorna alla velocità senza limiti con la successiva Fearsome warrior, ritmi quasi ipnotici e ripetitivamente martellanti. Tanta tecnica e poco gusto e ancora qualcosa da rivedere per il nostro cantante. Siamo giunti a metà full-length, la quinta traccia Illusion of control, thrash classicissimo, ma niente di particolare. Segue poi Black day of execution, forse uno degli episodi più belli di "Overlord". Si tratta di un pezzo puramente doom old school dai ritmi lenti e psichedelici, che come stile ricorda quello degli ultimi Trouble, sebbene la voce di Mullis abbia tonalità più basse; ed è proprio su questo stile di cantato che ottiene i migliori risultati. Non è l’unico pezzo doom dell’album, seguirà poi anche Anthem to the unseen, di cui è d’obbligo citare la bellissima lyric: "Ancient One hear my cry of reverant praise / To your annointed and all His ways / From your creation let us call the name of God / Exalted above all / Sovereign One take my life to do as You will / Cut off every branch that doesn't yield". Con una struttura praticamente identica a quella della prima traccia, segue quindi Pawn of the liar, forse solo più curata nei vocals per quanto riguarda gli acuti. Torna l’heavy metal con Harbinger, mentre l’ultimo brano ritorna sul loro classico sound speed.

Bisogna ammetterlo, "Overlord" lascia un po’ l’amaro in bocca. Dopo il debutto ci si aspettava molto di più, e purtroppo questo non si è sentito. Tanti problemi da rivedere nei vocals, Jim Mullis ha uno stile che di per se non è male, ma manca di passione, energia e soprattutto precisione. Eppure sono sicuro che le doti le ha eccome! Inoltre il mixaggio presenta alcune lacune, una fra tutte che il suono è troppo sbilanciato verso le chitarre. E’ vero che sono il punto forte della band, ma la voce spesso sembra scomparire. Insomma, il talento e le idee non mancano, bisogna solo perfezionare alcuni aspetti tecnici. Speriamo in bene per il futuro, ma per ora il giudizio è appena sufficiente.

 

Daniele Fuligno

VOTO

62

 

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